"LA FABBRICA ILLUMINATA"

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Cagliari

 

Rassegna "Cinema e Omosessualità:

Mercoledì, 23 maggio ore 21

"AMICI COMPLICI AMANTI"                                 

regia: Paul Bogart

anno: 1988 

durata: 117’

 

Il film nasce da un grande successo teatrale di Broadway dell'inizio degli anni Ottanta, scritto ed interpretato da Harvey Fierstein  che è anche protagonista della pellicola.

Il titolo originale, che letteralmente significa "trilogia delle torch song" (le canzoni cantante da Arnold nei suoi spettacoli), richiama tre momenti della vita di Arnold, (il rapporto con Ed; la tragica storia con Alan e la convivenza con Ed e con David; lo scontro con la madre), il trentottenne gay Arnold Beckhoff (Harvey Fierstein) - che in un flashback vediamo bambino, scoperto dalla madre vestito e truccato da donna – e che lavora cantando come drag queen in un locale di Manhattan, in una New York, primi anni '70. Stanco di sesso estemporaneo, Arnold spera sempre nel grande amore, invano cercato. Crede di averlo trovato in Ed (Brian Kerwin), un insegnante bisessuale biondo e bello, incontrato in un ritrovo gay. Quando tutto sembra procedere per il meglio, Ed opta però per il matrimonio con Laurel. Così Arnold accetta le premure di Alan (Matthew Broderick), un giovane fotomodello che si dimostra un compagno ideale. In breve, i due vanno a vivere assieme al Greenwich Village e chiedono con successo l'adozione di un ragazzo. Mentre stanno mettendo su casa, Alan rimane però ucciso selvaggiamente da una banda di teppisti antigay. Tutto sembra crollare addosso ad Arnold e gli costa molta fatica ricominciare a vivere. La presenza del giovane David (Eddie Castrodad), il ragazzo affidatogli in adozione (anch'egli gay), lo convince a vivere con Ed, che nel frattempo ha lasciato la moglie. Per Arnold va bene così: si comporta da mamma scrupolosa con David, vive un rapporto sereno con Ed e con lo struggente ricordo di Alan. E riesce anche a strappare, dopo uno scontro violento, il placet di sua madre, che, pur non comprendendo le ragioni del figlio, ne accetta definitivamente la condizione. La parte più dura del film è proprio qui, nelle difficoltà della madre, (splendidamente interpretata da Anne Bancroft), legata alle tradizioni ebraiche, ad accettare la "diversità" del figlio, nonostante l'amore materno. «Questa è la mia vita, lo capisci, mamma? Questo sono io, e voglio rispetto» dice Arnold alla madre. Non dramma o scandalo ma stimolo intelligente verso un problema sociale e di solitudine.

Il film è dedicato a "tutta la gente impegnata nella lotta contro l'Aids", ed è in cima alle preferenze degli spettatori gay.

 

CONSIDERATO IL LIMITATO NUMERO DI POSTI, SI CONSIGLIA SEMPRE DI PRENOTARE.

 

                                                                                                         


 
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