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Anche i ‹‹quaquaraqua’›› usano il Guetsbook
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Ne Il giorno della civetta * Leonardo Sciascia ci da’ una classificazione degli uomini : uomini, mezzi uomini, ominicchi, (con rispetto parlando) i pigliainculo e, in fondo al gradino, a strisciar nella polvere, i ‹‹quaquaraqua’››. Sono di solito piccoli uomini, piccoli di cervello, studi e cultura. Soffrono di manie (di solito di grandezza) e di complessi (di solito di inferiorità), vivono in un ghetto culturale e sociale perché non sanno crearsi un ambiente aperto, dinamico, di soddisfazioni personali e di carriera e vivacchiano credendosi grandi, come gli ominicchi, ma non riuscendo nemmeno in questo. Hanno problemi familiari, sono emarginati, fanno i ruffiani e i manutengoli e vegetano.
Quando ogni tanto si destano dal torpore si accompagnano in branchi, bevicchiano e cercano qualcuno da attaccare. Non vivendo di vita propria, ma di quella riflessa, tendono –come diceva il Machiavelli dei sicari- a compiacere il padrone. Una vita meschina in cui si creano nemici inesistenti, frutto della loro invidia perversa, e attaccano. E poiché credono di appartenere ad una fazione, attaccano i compagni che stanno loro in uggia, come è successo su due siti web che chi intende sa.
Livore, invidia, sturbamento agostano, cani sciolti senza collare s’illudono di scrivere (arte ad essi sconosciuta!) ed imbrattano carte.
Dicono gli altri compagni : “Ma perché li pubblichi? Spazzali via!”
Non sono d’accordo. Quando Antonio Gramsci fondò il suo Ordine Nuovo, riservò delle pagine ai suoi avversari/nemici come Bordiga, per esempio e Tasca. Non li censurò mai. Rispondeva tono su tono. E chi sono io per censurare Gramsci?
* « “Uomini?„ “Io - proseguì poi Don Mariano - ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l ‘umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l ‘umanità si fermasse ai mezz’uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi… E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…„. »
(Leonardo Sciascia, “Il giorno della civetta”)
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