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La Pubblica Amministrazione al servizio del cittadino tra e-Government e Open Source Cagliari 6 ottobre 2006
Seminario indetto dall’ Assessorato Affari generali, Istituzioni, Personale, Formazione, Lavoro, Immigrazione e e-governmente. Cagliari 6 0ttobre 2006 T-Hotel
Cagliari 6 ottobre 2006 – Una sala completa, in ogni ordine di posti, questa mattina al
T-Hotel di Cagliari che ospitava, sotto la premurosa, ma inflessibile guida di Elisabetta Montisci, una novità assoluta. Interpreti professionali, ma non professionisti, di estrazione “extracomunitaria” a Cagliari; fragoroso insulto ad ogni tendenza antiintegrazionista, e primo passo per una coesistenza multiculturale di cui la Sardegna non ha mai avuto paura.
Dopo la distribuzione di materiale e marchingegni per traduzione simultanea, il giornalista Ottavio Olita ha dato inizio, con la consueta proprietà di argomenti al seminario cedendo al parola all’ organizzatrice l’Assesore Maria carla Floris (PdCI).
Nell’introduzione del dottor Olita, che fa proprio l’augurio di avere presto una capillare informatizzazione degli enti locali e ricorda con sarcasmo ed ironia i tempi in cui il rilascio di un certificato era legato a lunghe file (o celeri “conoscenze”), una breve presentazione del seminario che, realizzato in collaborazione con il Gruppo Cittadinanza di ARCOLATINO ne condivide gli scopi ed i progetti.
“Arco Latino è uno spazio di cooperazione fra comunità territoriali in cui si portano a termine azioni integrate in diversi ambiti strategici per la coesione economica e sociale dei territori che ne fanno parte. Tale cooperazione, che, come già evidenziato dall’Unione Europea nella Strategia Territoriale Europea, è fondamentale nel processo di riequilibrio fra l’Europa Settentrionale e quella Meridionale, ci consente di essere più competitivi, più integrati socialmente, più rispettosi del nostro ambiente naturale e culturale, delle nostre realtà e tradizioni.”
Qui di seguito, a causa della complessità degli argomenti, abbiamo scelto di presentare alcuni momenti dell’incontro con materiale .PDF (leggibile con Adobe reader e .PPT leggibile con Microsoft Pover Point) La Redazione
Bozza dell’ intervento dell’Assessore Maria Carla Floris:
Ringrazio tutti gli essere intervenuti a questa iniziativa fortemente voluta dalla nostra Provincia e dal Gruppo Cittadinanza di Arco Latino.
Saluto la Presidente del Gruppo Tematico la Dott.ssa Meneghini e ringrazio in modo particolare gli ospiti ed i relatori che ci hanno raggiunto dalle varie Province d’Italia della Spagna e della Francia.
Vi porto i saluti del Presidente Milia insieme al quale stiamo lavorando ad un progetto che veda questo Assessorato sempre più orientato verso i sistemi in rete. Ma voglio, allo stesso tempo, sottolineare che tutto ciò è stato reso possibile dalla lungimiranza del nostro Dirigente Dott. Cabras, il quale insieme al Dott. Milia tanto si sono spesi, ancor prima del mio arrivo in Provincia, per dar vita al percorso di informatizzazione dell’Ente; condizione essenziale per diventare una P.A. efficiente ed in grado di dialogare con il cittadino e, senza la quale, oggi non potremmo parlare con voi di e-Government.
L’iniziativa di oggi, che ha per argomento la P.A. al servizio del cittadino tra e-Governement e Open Source potrebbe sembrare un’ operazione dall’apparente aspetto specialistico, ma in realtà è il TEMA sul quale si dibatte e sul quale i politici e non solo i tecnici debbono concentrare la loro attenzione.
Perché, badate bene, è il quello della COMUNICAZIONE, il tema di fondo del nostro convegno di oggi. E’ il tema della libertà dei saperi, il diritto ad essere informati ed ad informare, il diritto ad accedere alla conoscenza in condizioni di parità.
Tutti questi concetti, questi diritti inviolabili del cittadino, passano attraverso i temi che oggi noi affronteremo con illustri relatori, parleremo di e-government per dire che una P.A. moderna ed efficiente deve poter offrire il maggior numero di servizi e informazioni in rete, parleremo di Digital Divide, vale a dire delle disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie della cosiddetta “società dell’informazione”, il cui superamento è condizione necessaria per attuare la e-gov, dal momento che solo l’11% della popolazione mondiale ha accesso alla rete, mentre il resto no!
In Italia, i dati Istat ci dicono che tutti hanno il telefonino, il 37% delle famiglie in condizioni economiche insufficienti ha 2 TV a colori, ma tra queste solo il 7,1 % dispone dell’accesso alla banda larga. Se poi andiamo a vedere il “digital divide” non solo sociologico ma anche culturale, incontriamo dati preoccupanti, molto preoccupanti, per quanto riguarda la società della conoscenza : Vediamo infatti che tra le persone fino a 34 anni, il cui padre ha la licenza elementare, l’accesso ad internet è solo dello 0,7%!
C’è un divario economico e culturale che ci mostra un grande pericolo: che la rivoluzione digitale non solo non annulla le differenze ma addirittura le ingigantisce!!!
Ecco perché necessita una regolamentazione, per la società dell’informazione.
Regole chiare che dicano che a governare i saperi del nuovo millennio saranno gli stati democratici e non pochi gruppi privati concentratori. In caso contrario un nuovo e più potente fenomeno di deregulation è alle porte, peggiore di quello che riguardò la comunicazione elettronica 30 anni fa orsono e che vide, appunto, la nascita delle emittenti private in modo selvaggio e senza regole!
O vogliamo seguire l’esempio statunitense dove, non sto scherzando, si discute se si vuole una rete veloce soltanto per i ricchi o se si vuole “un comunismo digitale”?
E’ vero anche che in Italia abbiamo un avanzatissimo Codice per l’Amministrazione Digitale, e spero che la Dott.ssa Marzano ne voglia parlare, perché ora si tratta di applicare effettivamente queste regole!
Certo nella nostra Isola si sta cercando di fare grandi passi sul tema del superamento del Digital Divide e su questo punto concordo con il Presidente Soru sul fatto che, per la diffusione la strategia della banda larga, si debba avere un’unica regia regionale in modo da andare più spediti e, per la RAS, avremo il piacere di una descrizione approfondita il Dott. Gianlazzaro Sanna.
Concordo invece meno con il Presidente Soru quando parla di organizzazione regionale anche a proposito dell’e-Government perché questa potrebbe interferire troppo nell'utilizzo delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione degli enti locali che hanno ognuno una peculiarità propria
Dicevo, l’ eliminazione della frattura digitale o welfare della comunicazione. è il grande e urgente tema democratico, come lo furono in altre fasi storiche il voto alle donne, la scuola per tutti e la prima alfabetizzazione,
E’ importante battersi per questi temi con la consapevolezza che essi attengono ad un modo di concepire la società che ha a che fare con la democrazia, con la giustizia, con la distribuzione del sapere. E’ anche importante definire una carta dei Diritti della Rete che garantisca libertà di ricerca, ed implementazione del sapere.
Strettamente collegati a questo discorso sono: la questione dei brevetti, dell’accesso al codice sorgente, del free software e dell’Open Source.
Open source da parte della P.A. significa possibilità di sviluppo, non tanto sotto il punto di vista della riduzione dei costi quanto piuttosto il trasferire le risorse disponibili dai costi per le licenze agli investimenti sul capitale umano; significa investire di più sui creatori di contenuti, anche in settori specifici, mirando, perché no, anche ad un made in Sardynia!
Ecco perché necessita una regolamentazione, per la società dell’informazione, regole chiare che dicano che a governare i saperi del nuovo millennio saranno gli stati democratici e non pochi gruppi privati concentratori poiché altrimenti un nuovo e più potente fenomeno di deregulation è alle porte, peggiore di quello che riguardò la comunicazione elettronica 30 anni fa e che vide la nascita delle emittenti private in modo selvaggio e senza regole appunto.
E’ interessante a questo proposito la CONSULTAZIONE ON LINE SULLA GOVERNANCE DI INTERNET che è,dal 1° ottobre, ufficialmente aperta dal "Comitato Consultivo sulla Governance di Internet" creato dal ministro Nicolais per sviluppare la posizione del governo italiano per l'Internet Governance Forum delle Nazioni Unite.
Chiunque è invitato a contribuire con opinioni e suggerimenti - più o meno articolati, basta anche una breve e-mail - sui temi relativi alle politiche di Internet di qualsiasi genere, dalla proprietà intellettuale allo spam, dal digital divide alla privacy.
Si tratta di una occasione più unica che rara per far sentire al nostro governo le richieste degli utenti e delle associazioni della rete, ed anche per chiedere che il dialogo continui anche per ciò che riguarda la legislazione nazionale, dalla revisione della legge Urbani in poi.
Ora è chiaro che tali argomenti non possono essere appannaggio solo dei governi Nazionali o Regionali, ma di un’articolazione più vasta di soggetti, poiché non parliamo di quel decentramento per cui si decide tutto da qualche parte e poi qualcuno si prende la briga di andarlo a spiegare in giro….
Parliamo piuttosto di decentramento dove sono “i territori” a diventare il nuovo soggetto politico e istituzionale.
Parliamo di aree di sistema, come interlocutori rilevanti ed in un certo senso privilegiati.
Oggi in alcune parti della Sardegna si discute se le Province servano ancora o no:
Noi rispondiamo che oggi nella stagione della rete e delle comunità virtuali, la Provincia può vivere una stagione nuova, come dimostrano gli esempi di altre province, come ci illustrerà per conto dell’UPI l’Ass. Solari, coordinatore Assessori dell’E-Gov. La PROVINCIA PUO’ DIVENTARE UN LUOGO DI PROGETTAZIONE E DI COORDINAMENTO DEL PROCESSO DI e-GOV!!!!
La Provincia può ad esempio candidarsi come motore di innovazione e partecipazione dei processi imprenditoriali orientati alla modernizzazione della P.A..
Il modello organizzativo che ci proponiamo è tale per cui per i comuni sarà possibile accedere a consulenze e pareri in merito all’acquisizione di queste moderne tecnologie basate sull’interoperabilità e sull’accessibilità.
Ancora, le province debbono e possono aiutare altre province meno fortunate nell’avvio di tale processo e, a questo riguardo ho sempre guardato con molto favore alla proposta che l’Ass. Vita -della Provincia di Roma- avanzò durante il convegno tenutosi a Roma il 14 febbraio scorso su questi temi.
Egli lanciò la proposta di gemellaggio con altre province, loro lo fecero mi pare con Tunisi, dove il gemellaggio non è solo fatto formale con le bande dei rispettivi territori che vanno a suonare, ma esso ha significato RIUSO e possibilità di dialogo.
Non voglio chiudere senza ricordare la grande battaglia che fu condotta in Parlamento Europeo dai nostri Parlamentari di Sinistra e debbo dire questa volta in maniera bipartisan anche da parte della destra, sulla tanto discussa direttiva Bolkestein che è ancora nella memoria di tutti.
(bozza in fase di revisione)
Dopo l’introduzione dell’Assessore Floris si sono succeduti gli interventi dei relatori a Cominciare da Emanuela Meneghini, presidente del Gruppo Cittadinanza e responsabile, presso la Provincia di Mantova del Servizio Europa. (vedi brochure).
Intervento di Mauro Solari
Intervento di Flavia Marzano Definizione di Open Source
Intervento di Michele Marchesi
Intervento di Giovanni Vota
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