|Home | Link|pubblicato da Redazione,| Lunedì, 22-ott-07 10:51

vota

SI

 


 

comparazione fra il si e il nel referendum statutario  

 

In caso di vittoria del

SI

In caso di vittoria del

NO

Dopo quasi 7 anni di vuoto legislativo entrerà in vigore una legge fondamentale prevista dallo Statuto con la riforma del 2001 e mai approvata per l’inerzia del centrodestra.

Permarrà una lacuna gravissima nell’ordinamento regionale che imporrà alla Sardegna l’applicazione suppletiva delle norme statali previste per le Regioni ordinarie.

In aggiunta a quello abrogativo e a quello consultivo, viene introdotto il referendum propositivo, che costringe il Consiglio Regionale a deliberare entro sei mesi su una proposta di legge di iniziativa popolare.

Il Consiglio Regionale potrà tranquillamente continuare ad ignorare le proposte di legge di iniziativa popolare, insabbiandole nelle varie commissioni.

Il Presidente della Regione non sarà rieleggibile alla scadenza del secondo mandato.

Permane la situazione attuale, nella quale la stessa persona può rivestire la carica di Governatore senza limiti di mandato.

Il numero dei consiglieri scende a 80, in attesa di una ulteriore riduzione possibile solo con la riforma dello Statuto.

Il numero dei consiglieri regionali rimane quello attuale di 85.

Viene prevista la possibilità di adottare lo Statuto delle opposizioni, che assicuri le garanzie alle minoranze consiliari.

Questo strumento attualmente non esiste.

Il Presidente della Regione verrà eletto direttamente dal popolo sulla base di un programma presentato agli elettori i quali, alla fine del mandato, potranno promuoverne o bocciarne l’operato senza il rischio di vedere alla Presidenza chi ha perso le elezioni.

Si continueranno ad applicare le norme suppletive nazionali, e il Consiglio Regionale potrà ripristinare il vecchio sistema in cui il Presidente veniva eletto dal Consiglio indipendentemente dall’esito delle elezioni e anche senza pronunciamento popolare.

Il Presidente della Regione potrà nominare direttamente e revocare gli assessori.

Si continueranno ad applicare le norme suppletive nazionali, e il Consiglio Regionale potrà ripristinare il vecchio sistema del voto di fiducia che subordinava ai ricatti di pochi consiglieri la formazione della Giunta e la spartizione delle poltrone.

Il Presidente della Regione sarà tenuto, allo scadere della metà della legislatura, a presentare al Consiglio una relazione sullo stato di attuazione del programma.

Il Governatore non è tenuto a dare conto dello stato del programma durante il mandato.

Sarà possibile l’insediamento di Giunte snelle composte da soli 8 assessori.

La Giunta continuerà ad essere composta da 12 assessori.

Gli atti della Giunta dovranno essere comunicati per via telematica entro il giorno successivo all’adozione in modo che i cittadini possano conoscere prontamente tali atti via web.

Nessun obbligo di comunicazione telematica è attualmente previsto.

In attuazione del principio di pari opportunità tra donne e uomini, ciascun genere dovrà essere rappresentato in Giunta almeno nella misura del 40%.

Permane il sistema attuale, per via del quale le donne sono state sovente escluse dalla partecipazione all’Esecutivo

La caduta del Presidente per sfiducia o dimissioni comporta l’indizione di nuove elezioni del Consiglio Regionale e del Presidente della Regione.

Si continueranno ad applicare le norme suppletive nazionali, ma il Consiglio potrà ripristinare il vecchio sistema che ha portato ad avere 67 Presidenti della Regione in appena 12 legislature in quanto la caduta della Giunta non comportava il ritorno alle urne.

Vengono previste numerose e importanti cause di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Presidente della Regione e consigliere regionale.

Si continueranno ad applicare le sole incompatibilità previste  dall’articolo 39 dello Statuto per il Presidente, dall’articolo 17 dello Statuto per i consiglieri regionali che non impedisce di svolgere contemporaneamente tale ruolo ai presidenti di provincia, ai presidenti di enti regionali o ai direttori amministrativi delle ASL, con cumulo di cariche e stipendi.

Viene previsto il meccanismo del blind management agreement per evitare che il Presidente della Regione, gli assessori e i consiglieri possano, allo stesso tempo, rivestire cariche pubbliche e avere un ruolo importante nel mercato. La Sardegna è la prima Regione a dotarsi di norme in materia.

Gli imprenditori potranno continuare a rivestire tranquillamente tali cariche pubbliche perseguendo, contemporaneamente,  i propri interessi privati.

Vengono introdotti divieti contrattuali per le aziende dei soggetti di cui al capo precedente.

Attualmente, nessun divieto contrattuale è previsto e tale situazione permarrà in caso di vittoria del No.

Viene introdotto il divieto di voto per Presidente, assessori e consiglieri in conflitto di interessi su questioni che li riguardino.

Attualmente, nessun divieto di voto è previsto per soggetti in conflitto di interessi e tale situazione permarrà in caso di vittoria del No.

Viene istituita la Consulta di Garanzia, composta da soggetti di notoria indipendenza, che ha il compito di giudicare la conformità delle leggi allo Statuto, di fornire un parere sulla legittimità dei regolamenti,  di statuire sull’ammissibilità dei referendum, di contestare e decidere sulle cause di incompatibilità di Presidente, assessori, consiglieri.

Nessun organo di garanzia è attualmente previsto.

Con la Legge Statutaria, la Regione Sardegna è stata la prima in Italia a  dotarsi di una normativa sul conflitto di interessi. E’ stata la prima in Italia a introdurre una disciplina che assicurasse le pari opportunità  tra uomini e donne nella partecipazione al Governo Regionale. Ha coperto un vuoto normativo durato 7 anni. Ha posto le basi per l’elaborazione di un nuovo Statuto.

DOMENICA 21 OTTOBRE, VOTANDO SI CONTRIBUIREMO ALL’ENTRATA IN VIGORE DI UNA RIFORMA INDISPENSABILE

 

 

 

Domenica 21 ottobre - Referendum sulla Legge Statutaria

 

Prima di andare a votare, dedicate 5 minuti a leggere queste righe!

 

 

I sostenitori del No vi racconteranno…

 

  • §  Che la Legge Statutaria è stata approvata affrettatamente e senza dibattito…
    • è  Falso. L’approvazione della Statutaria è avvenuta dopo un numero record di sedute in Consiglio e dopo l’esame di centinaia e centinaia di emendamenti. La forma di governo che essa introduce era prevista nel programma di Renato Soru, che i sardi hanno scelto a larga maggioranza. Pertanto, è stato il popolo a scegliere questo modello, non ci sono state sorprese né colpi di statuto.
  • §  Che la Legge Statutaria prevede un pericoloso accentramento di poteri in capo al Presidente della Regione…
    • è  La Legge Statutaria non attribuisce alcun nuovo potere al Presidente della Regione. Essa regola unicamente la forma di governo, prevedendo che il Presidente venga eletto direttamente dal popolo e che il termine del suo mandato comporti anche lo scioglimento del Consiglio Regionale. Il potere di nominare e revocare gli assessori, già previsto dalla Costituzione, deriva proprio dal fatto che il Presidente è eletto dal popolo e per questo motivo non avrebbe senso la previsione di un voto di fiducia alla Giunta da parte del Consiglio. Nessun altro potere viene attribuito al Presidente.
  • §  Che il Presidente della Regione diventerà un monarca padrone delle Istituzioni…
    • è  Falso. Il Consiglio Regionale potrà mandare a casa in ogni momento il Presidente della Regione mediante l’approvazione, da parte della maggioranza dei consiglieri, della mozione di sfiducia.
  • §  Che non risolve il problema del conflitto di interessi…
    • è  Falso. Con la Statutaria, la Sardegna è stata la prima Regione italiana a introdurre una disciplina sul conflitto di interessi. Lo fa adottando il sistema del blind management agreement, di ispirazione canadese, che è stato suggerito da Guido Rossi, il più grande studioso italiano in materia. Chi vorrà candidarsi alla carica di Presidente o Consigliere sarà costretto, in base a quanto previsto dalla legge, a cedere le proprie azioni o quote a un soggetto terzo, il cui nome deve essere approvato dalla Consulta di Garanzia eletta in modo bipartisan dal Consiglio tra personaggi di notoria indipendenza.  Durante il mandato, il Presidente o il Consigliere non potranno avere informazioni sull’andamento dell’azienda, salvo situazioni drammatiche ed eccezionali.  Se vincessero i No, permarrebbe la situazione attuale: nessuna norma sul conflitto di interessi.
  • §  Che le aziende del Presidente potranno partecipare tranquillamente agli appalti regionali…
    • è  Questo è uno dei punti per i quali è stata fatta maggiore disinformazione.  L’articolo 28 prevede che nei casi in cui si applica il blind management agreement, la società non può stipulare nuovi contratti o accordi con l’Amministrazione regionale o agenzie, aziende o enti regionali. Potrà partecipare unicamente a gare a evidenza pubblica, quelle che permettono un controllo trasparente da parte dei cittadini. Questa procedura si applica anche alle società nelle quali il Presidente o i consiglieri detengano una partecipazione azionaria ritenuta dalla Consulta di garanzia in grado di influenzare il corretto adempimento dei doveri.
  • §  Che introduce nuove limitazioni del diritto dei cittadini ad essere candidati al Consiglio Regionale…
    • è  Sapete chi sono questi cittadini? I presidenti delle province; i sindaci dei comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore a 15.000 abitanti; i direttori generali della Regione; i presidenti e i direttori generali di enti, istituti, consorzi regionali; i direttori generali, amministrativi e sanitari delle ASL. Premesso che questi cittadini possono essere eletti se rinunciano tempestivamente al precedente incarico, è giusto che questi personaggi cumulino cariche e stipendi e che anziché dedicarsi al loro mandato si preoccupino di ottenere altre investiture?
  • §  Che aumenta ingiustificatamente il numero delle firme di elettori necessarie per promuovere il referendum e il numero dei votanti necessari per la loro validità…
    • è  Il numero di firme aumenta di appena 5000 unità. Un aumento irrisorio, pari allo 0,9% dei sardi! Il quorum del 50%+1  è previsto dalla Costituzione per i referendum abrogativi nazionali, la Statutaria si adegua per quelli regionali prevedendo la stessa soglia. Dov’è lo scandalo?
  • §  Che la Legge Statutaria farà diminuire il livello della democrazia e della libertà…
    • è  Sono affermazioni ridicole. Il sistema previsto dalla Statutaria è esattamente quello previsto dagli articoli 121 e 122 della Costituzione per le Regioni ordinarie. Sostenere questa tesi significa affermare che anche la Costituzione è un pericolo per la democrazia. Come si può credere ad affermazioni così pretestuose?

 

SAPEVATE CHE…

  • §  Il referendum è stato richiesto da 19 consiglieri regionali. Alcuni di questi sono tra quei 50 che hanno votato favorevolmente alla approvazione della Legge il 7 marzo 2007. Pertanto, le stesse persone che definiscono la Statutaria un pericolo per la democrazia sono tra quelle che poco tempo prima ne hanno consentito l’approvazione!

 

  • §  Col vecchio sistema, per ben 2328 giorni la Regione è rimasta priva di governo perché dopo le elezioni i partiti non riuscivano mai a mettersi d’accordo sulla spartizione delle poltrone. Le Giunte nascevano e morivano in pochi mesi senza che il popolo potesse dire la sua sulle scelte operate nelle segreterie dei partiti. Abbiamo avuto consiglieri regionali che allo stesso tempo facevano anche i presidenti di provincia o di consorzi regionali. Abbiamo avuto l’esclusione sistematica delle donne dal governo della Regione.  Nessuno si è preoccupato di regolare il conflitto di interessi.

DOMENICA 21 OTTOBRE, VOTANDO SI, ABBIAMO L’OCCASIONE DI SEPPELLIRE PER SEMPRE QUESTO VERGOGNOSO MALCOSTUME


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