A.R.S.- Associazione per il Rinnovamento della Sinistra

Collettivo “Giustizia e Diritti” Sinistra democratica - Cagliari

    

Conferenza dibattito su

Legge 40:

un dibattito da riaprire

Invito

Giovedì 25 ottobre

Ore 17.00

alla

Sala Conferenze Banco di Sardegna

           Viale Bonaria Cagliari

PROGRAMMA

Introduce:
Vanna MedauSinistra Democratica Cagliari

Intervengono 

Giovanni Monni, Primario Ostetricia e Ginecologia - Ospedale Microcitemico Cagliari

Luigi Concas, Avvocato-Docente Università di Cagliari

Susanna Marongiu, Ostetrica

Laura Pisano, Presidente Associazione  “L’Altra Cicogna”
             

Segue Dibattito

Conclude

Katia Zanotti, Deputata Sinistra Democratica

“La migliore speranza per l’Italia? Sono le italiane, perché credo che i progressi di cui beneficiano le donne riguardino tutta la società. La lotta per l’uguaglianza è quella per il benessere di tutti” (Maria Fernàndez de la Vega, vicepremier spagnolo).
La recente sentenza del Tribunale di Cagliari ha riaperto il dibattito sugli effetti della legge 40 sulla procreazione assistita ribadendo il diritto delle coppie ad essere informate sulle condizioni dell’embrione. Oggi è indispensabile riportare la discussione sugli effetti della legge ad un anno dal referendum e vedere quali possano essere i possibili miglioramenti da apportare specie nelle sue parti più ciniche e sbagliate che ledono il diritto costituzionale alla tutela della salute del bambino e della madre.
Serve dunque una discussione seria e partecipata che solleciti il Parlamento verso una riscrittura e un aggiornamento delle linee guide della legge da parte del Ministero della Sanità.
Per ottenere tutto questo è indispensabile un’opera di informazione reale sugli effetti di questa norma, ascoltando e cercando di capire le sofferenze delle coppie che hanno visto la negazione dei loro diritti individuali e di cittadini insieme alle testimonianze degli operatori sanitari che si scontrano quotidianamente con le gravi incongruenze della legge 40.
Riaprire il dibattito sulla legge 40, dunque, per riaffermare la priorità dei diritti dei cittadini, e in particolare delle donne.