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Enti Locali-Governo

Articoli / Dipartimento Enti locali/PdCI
Inviato da entilocali 15 Feb 2006 - 11:47

DA REGIONI, UPI E ANCI BOCCIATURA A TUTTO TONDO

Bologna, 12 feb. - (Adnkronos) - Una bocciatura a tutto tondo da parte delle Regioni, Anci e Upi rispetto all'attivita' che il governo  ha condotto in questi cinque anni di legislatura, con particolare  riguardo alle scelte di politica economica e finanziaria. La sentenza  arriva dal presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni e dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, dal presidente di Anci, Leonardo Domenici e dal responsabile Finanza di Upi nazionale Andrea De Maria.

Errani, in particolare, rileva la dicotomia esistente tra la richiesta ''ai cittadini di farsi carico delle difficolta' finanziarie'', quando da parte del Governo e della maggioranza di centrodestra ''non passa giorno - afferma - senza che vi sia un messaggio in cui non si dica che tutto va bene. E questo io lo considero grave. Nel momento in cui si dice al Paese che va tutto bene, non si suscitano quelle energie, quella condivisione delle difficolta' in cui questo Paese e' stato tante volte straordinariamente protagonista''.

Il presidente dell'Emilia Romagna giudica anche ''ridicolo, ma non da sottovalutare, l'attacco che si fa ai Comuni, alle Province e alle Regioni in relazione agli sprechi''. ''E' questo quello che si vuole?'', domanda. E ancora: ''si pensa che costruendo una campagna per colpire i cosiddetti sprechi sia possibile affrontare i problemi della finanza pubblica? E' una strada sbagliata, che non portera' a nulla di buono''.

ERRANI, ITALIA DI FRONTE A UN GAP COMPETITIVO CHE CRESCE

- A fronte dei ''cambiamenti profondi nel sistema economico e produttivo, a livello internazionale, l'Italia e' di fronte ad un gap competitivo che cresce''. Lo ricorda Errani, facendo notare che ''sbaglia il ministro dell'Economia quando su un + 0,5 nell'ultimo trimestre dice che il momento piu' difficile per questo Paese e' ormai superato. Sbaglia profondamente, e spero sia almeno consapevole del fatto che i dati strutturali ci dicono come la capacita' competitiva dell'Italia sia seccamente diminuita negli ultimi anni''.

Altra questione messa a fuoco dal presidente della conferenza delle Regioni, ovvero quella ''sociale''. ''Basta leggere i dati dell'Istat, quelli del Censis per gli ultimi due anni, per scoprire - asserisce - che una fetta importante dei cittadini via via si e' vista diminuire in modo significativo il potere d'acquisto. E' un dato molto importante e non parlo solo delle aree di poverta', che pure stanno purtroppo crescendo, ma di quell'area intermedia che e' sospinta verso una difficolta' nel reggere l'inflazione, la crescita del costo della vita''.

''E rispetto a questo - si domanda Errani - ha senso una politica che mette in discussione la sostenibilita' del welfare locale per andare alla politica dei voucher personali, o questo rappresenta un indebolimento complessivo che pesera' ancora di piu' rispetto al potere d'acquisto? Se tagli del 29% il fondo sociale, poi dai un assegno per il secondo figlio, siamo sicuri che quella somma sia un di piu' per la famiglia che ne usufruisce?

PRESIDENTE GOVERNATORI, RISORSE CI SONO MA DISTRIBUITE MALE

''Sono stanco - conclude a questo proposito Errani - di sentirmi dire da rappresentanti del Governo che i soldi non ci sono: noi vogliamo discutere di come sono allocate le risorse che ci sono, e che secondo me sono distribuite male. O meglio, il modo utilizzato non da' una risposta ai problemi strategici che riguardano l'economia, lo sviluppo di qualita', le imprese, il lavoro e la qualita' sociale delle nostre comunita'''.

Terza questione affrontata dal presidente, il sistema istituzionale. ''Oggi stiamo vivendo un corto circuito gravissimo'' afferma, sottolineando di non avere ''piu' molta voglia di andare a discutere con questo o quel ministro dei progetti di federalismo. Non puo' esistere il federalismo se non c'e' il federalismo fiscale: il resto sono chiacchiere che si possono andare a raccontare nella Val Brembana''.

''C'e' bisogno di verita' in questo Paese, e io credo – conclude - che le cosiddette azioni una tantum, in un momento di difficolta' e di cambiamento cosi' profondo non si puo' avere una visione che non va oltre il quotidiano. Bisogna avere una capacita' di programmazione, un respiro di governo e non fare come in quel film di Woody Allen, prendere i soldi e scappare''.

DOMENICI (ANCI), I RAPPORTI AVVIATI SONO STATI TUTTI DISATTESI

- Insoddisfatto dell'attivita' del Governo anche Leonardo Domenici, presidente di Anci (l'associazione dei Comuni italiani) e sindaco di Firenze. ''Sono sinceramente in difficolta' - dichiara infatti - nell'individuare qualcosa che questo Governo abbia fatto per Comuni ed enti locali''. Se e' vero, dunque, che ''erano stati avviati rapporti, penso all'intesa solennemente sancita nel 2002 e sottoscritta a Palazzo Chigi'' di fatto ogni programma e' stato disatteso, ma se, osserva ''ad essa ci fossimo attenuti, avremmo ottenuto qualche risultato''.

Domenici fa riferimento, in particolare, nell'esprimere il proprio negativo commento, a ''una serie di Finanziarie, pesanti, l'ultima in particolare'' che non hanno di certo contribuito ad aiutare i Comuni italiani ad affrontare una gia' difficile situazione di budget.

''Non e' stata fatta - denuncia Domenici - la riforma del federalismo fiscale, anzi - e' aumentato il centralismo ed e' diminuita l'autonomia dei Comuni italiani''. Con riguardo alla riforma della Costituzione in senso federale, poi, ''non c'e' stata - sottolinea il presidente dell'Anci - una adeguata rilevanza del ruolo dei Comuni nella devolution, ma anche nella legislazione ordinaria''.

SINDACO FIRENZE, SMOG E SFRATTI SONO RIMASTI SENZA SOLUZIONE

E ancora, lamenta il primo cittadino di Firenze, ''non e' stato emanato il testo unico e per quanto riguarda lo smog, la casa e gli sfratti'' non si sono trovate soluzioni concrete. Solo ''apparenti'', dunque, per Domenici, gli accordi con il Governo, ai quali non e' seguito alcunche' di fatto.

Cio' che il futuro Governo dovra' fare, indipendentemente di quale colore esso sia, aggiunge Domenici, e' tornare a ''concertare'' con i Comuni e gli enti locali. ''E' necessaria - chiosa una maggiore correttezza reciproca e piu' rispetto nei rapporti interistituzionali''. A febbraio si svolgera' a Milano il Consiglio nazionale dell'Anci. Servira' per sottoporre a schieramenti e parlamentari 15 punti programmatici, istanze che saranno avanzate dall'associazione dei Comuni italiani.

''Chiederemo - aggiunge Domenici - di sottoscriverli anche ai leader dei due schieramenti, affinche' ci sia una totale coerenza''. Uno degli obiettivi che Anci vorrebbe portare all'attenzione di parlamentari e coalizioni e' ''l'apertura del Consiglio dei Ministri, anche ai sindaci, quando si parla di argomenti che li coinvolgono direttamente''.

DE MARIA (UPI), IN QUESTI ANNI TANTE OCCASIONI PERDUTE

''La valutazione di questi 5 anni di legislatura non puo' essere che negativa, in particolare considerando in rapporto con le autonomie locali e soprattutto le province. Tante le occasioni perdute'' afferma il responsabile Finanza dell'Upi, Andrea De Maria, pur ribadendo che si tratta di una opinione personale, ''che non vincola l'associazione, composta di tante sensibilita' diverse''. ''Da ultimo - fa presente - il testo unico degli enti locali, dove la delega non e' stata esercitata'' perche', osserva, ''c'e' una proposta in Consiglio dei Ministri che non ha completato l'iter, dopo la riforma del titolo V della Costituzione. Una mancata riforma che ha creato una serie infinita di problemi e gravi sovrapposizioni''.

Con riguardo alla manovra finanziaria, De Maria punta l'indice contro ''i tagli alle spese e la mancata concertazione''. ''Una finanziaria - sostiene - punitiva nei confronti degli enti locali''. Il responsabile Finanza dell'Upi nazionale, in carica dal 2004, fa riferimento soprattutto alle manovre 2005 e 2006. ''Qualche segnale positivo - osserva De Maria - era giunto dal ministro La Loggia, a Napoli nel mese di dicembre''. Ma le intenzioni, dice, sono rimaste lettera morta. Per quanto riguarda soprattutto i rappori tra Governo ed enti locali, precisa, ''sono anche peggiorati nell'ultima Finanziaria rispetto a quella del 2005''.

La richiesta che giunge forte, dunque, dall'Unione delle Province italiane e' che il nuovo Governo ''torni a concertare con gli enti, a partire dal Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria)''. ''Ci vuole da subito - afferma De Maria - un confronto vero''. ''Come Upi - aggiunge - chiederemo il ritorno a un sistema che valorizzi gli enti locali piu' virtuosi, per come rispettano il patto di stabilita'''. E ancora, conclude De Maria, e' necessaria ''la riforma della fiscalita', la garanzia per i cittadini rispetto a dove provengono i soldi e come vengono spesi e, infine, l'assunzione di un principio di efficace perequazione''.

(Mem/Ct/Adnkronos)
12-FEB-06 18:17

 

[12-02-06]

Questo articolo è stato inviato da Partito dei Comunisti Italiani
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