Appalti pubblici. Emendamenti al disegno di legge della RAdS

di Vincenzo A. Romano

La premessa. Nel pomeriggio di giovedì 19 luglio 2007  nei locali di via Asproni, a Cagliari, la segretaria della organizzazione provinciale del PRC-SE  Cristina Ibba, accompagnata da alcuni dirigenti del partito ha ricevuto la rappresentanza del Pdci guidata dal segretario provinciale Antonio Littatu.  L’incontro, che era stato preceduto da contatti preliminari organizzativi, ha messo in evidenza la volontà comune di agire, anche a livello delle sezioni e federazioni cagliaritane  di pari passo con le politiche nazionali per un riavvicinamento ed azione comune dei due partiti in vista della realizzazione della unità della Sinistra che è in cantiere su tutto il territorio nazionale. 
Non è stato difficile per i  convenuti ritrovarsi sui temi che hanno caratterizzato –nella storia del paese- l’azione dei comunisti che ha sempre fatto riferimento al marxismo ed  agli sviluppi della sua cultura e  che si rifà alla lotta antifascista ed alla Costituzione repubblicana alla mai superata lotta fra Capitale e Lavoro.
L’ assemblea dei lavoratori. Oggi 23 il PRC-SE aveva indetto un’assemblea popolare a sostegno delle lavoratrici ed i lavoratori degli appalti pubblici in agitazione per i tagli di posti di lavoro e  salari che costituiscono la ricaduta più tragica degli appalti pubblici di lavori forniture e servizi affidati, con capitolati aperti, al ribasso selvaggio delle subappaltatrici che scaricano i mancati introiti sul personale, sui salari, sul sistema di sicurezza che dovrebbe essere posto a presidio della salute degli operatori.
Una rappresentanza del comitato provinciale del Pdci di Cagliari, in seguito agli accordi di giovedì scordo, ha partecipato ai lavori che sono stati aperti da Cristina Ibba la quale ha stigmatizzato subito l’enorme divario che si è creato -nell’ultimo ventennio- fra la Costituzione scritta e la realtà del lavoro che è a cardine del sistema repubblicano. Ma lo Stato che pure nel lavoro ha il suo fondamento e che ha l’obbligo di curare il diritto dei cittadini ad accedervi con pienezza dei relativi diritti, ha calpestato questi principi fondamentali come ha fatto con i quattro articoli (dal 35 al 38) che ne definiscono caratteristiche di retribuzione ed accessibilità con pari diritti a donne e disabili.
Donne, uomini e giovani, per non parlare dei quarantenni espulsi dall’attività produttiva sono in balia di leggi sempre più matrigne mentre  il profitto del capitale s’ingrassa e la distribuzione della ricchezza è spaventosamente cambiata in danno delle classi lavoratrici e meno abbienti con un aumento della ricchezza di chi è ricco ed un inarrestabile impoverimento dei ceti e delle classi più deboli. Il grafico tende sempre ad abbassarsi a sfavore delle famiglie povere e si vede come il 28% circa delle famiglie si distribuisce un reddito che a malapena supera il 2%  mentre nella fascia  attorno al 2,5 % delle famiglie possiede circa il 37% del reddito nazionale. ( I Diagrammi “a calice” e “Gini sono riportati per fornire una visione plastica della profonda ingiustizia: comparazione visiva con l’andamento della distribuzione del reddito mondiale).
L’illustrazione delle Segretaria ha fotografato il tragico andamento della concentrazione del reddito nelle mani delle classi più ricche. (l’equilibrio si ha solo se la curva B coincide con il segmento A perché solo in questo caso si hanno valori uguali su ascissa e ordinata.
Terminata questa non inutile divagazione tecnica passiamo allo scopo della serata organizzata da Cristina Ibba: illustrare a lavoratrici e lavoratori la legge regionale sugli appalti e gli emendamenti del Partito . Di ciò si è occupato Luciano Uras, consigliere regionale, che ha innanzitutto notato proprio la assenza, purtroppo pilotata, della massa delle lavoratrici che manifestavano in Regione.
Il Consigliere e capogruppo di RC-SE dopo una breve premessa di carattere politico ed avere espresso grande soddisfazione per la presenza dei compagni del Pdci, è passato  alla lettura ed illustrazione degli emendamenti proposti –saranno discussi fra una decina di giorni in consiglio regionale-, ha auspicato l’adesione di altri consiglieri della sinistra (specialmente autonomista) e la sensibilizzazioni delle lavoratrici ora artatamente distratte dal problema che non conoscono a fondo tanto che “dimostrano contro se stesse”.
Saranno sicure, non con la sequela di proroghe che ora le fanno sopravvivere, ma solo se verrà approvata una legge organica che limiti lo strapotere delle sub-appaltatrici che accettano di ricevere di meno perché sicure di scaricare sulle maestranze e sui sistemi di sicurezza il “di meno” contrattato.
Dure le conseguenze per le lavoratrici della Regione (ne sarà ridotto il numero e maggiormente la retribuzione che sarà –allo stato dll’opera- circa dimezzata a parità di superfici da coprire. Le parole di Uras fanno tornare alla mente altre controversie legate all’attuale sistema di affidamento degli appalti e che portano ad eguali se non peggiori situazioni : Sarmaplastik, Acentro, Idealcaffè, Siti-Sea (per ora fortunatamente concluse salvando posti di lavoro), mentre rimane drammaticamente aperta la vertenza dei lavoratori delle pulizie dell’Aeroporto avendo La So.G.Aer spuntato ed imposto remunerazioni d’appalto drasticamente dimezzate a parità di lavori e servizi.
La conclusione di Uras è che la battaglia in consiglio potrà essere vinta solo con una forte coesione della Sinistra ed una massiccia presenza delle lavoratrici convinte della bontà degli emendamenti migliorativi.
Molti gli interventi a succedere. Operai sindacalizzati hanno portato esempi pratici di come stia galoppando il metodo iniquo, con lavoratrici costrette ad orari superiori a quelli retribuiti (si denunciano parecchi casi) o a ricoprire arie più vaste. Ma l’equazione è semplice : superfici invariate, operatori dimezzati ; delle due l’una o non si pulisce od ogni donna si deve assumere una maggiore quota di tempo e stanze.
Il contributo del Pdci si è mosso anche su un altro campo. Quello della denuncia di imprenditori-non imprenditori (non soggetti a rischio d’impresa) che operano in assoluta libertà, lucrando sui contributi, risparmiando sui sistemi di sicurezza, umiliando i lavoratori. Si tratta allora di una “questione morale” . Introdotta da Berlinguer, citata ad ogni piè sospinto, ma della quale molti politici ed amministratori fanno volentieri a meno.
Il saluto del Segretario del Pdci Littarru ha ribadito questi concetti e si è speso per assicurare reciprocità di contatti, iniziative e politiche comuni almeno a livello provinciale. Una collaborazione che parta dalla base, sia costruita dai compagni dialetticamente e con spirito comune.
Conclusioni? Dal fervore delle parole della Di Biasi (CGIL-LavoroSocietà) è venuta, dopo un’ampia analisi della situazione una spinta alla creazione di una nuova Sinistra forte.
Allora, perché non un “partito dei lavoratori”?

Sull'asse orizzontale del grafico sono rappresentate le percentuali di famiglie che appartengono a una data popolazione, ordinate in maniera crescente in base al reddito. Sull'asse verticale viene riportata invece la parte del reddito totale detenuta da ciascuna quota di famiglie. L'indice normalmente utilizzato per misurare la disuguaglianza è quello di Gini, [2] pari al rapporto tra l'area A e la somma delle aree A e B. Tale indice vale 0 quando il reddito è ugualmente distribuito (la curva coincide con la diagonale e quindi l'area A è nulla) mentre vale 1 (ovvero 100% in termini percentuali) quando si ha la disuguaglianza massima (una sola famiglia detiene tutto il reddito). Perciò l'indice di Gini aumenta con l'aumentare della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, ovvero man mano che questa tende a concentrarsi.  La tabella successiva riporta, assieme ad altri dati, l'indice di Gini per alcuni Paesi:

Disegno di legge “Procedure di aggiudicazione deglia appalti pubblici di lavori, forniture e servizi in attuazione della direttiva comunitaria 2004/18/CE del 31.3.2004 e disposizioni per la disciplina delle fasi del ciclo d’appalto”


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