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» 2007-05-14 12:14 ITALIANI ATTACCATI IN AFGHANISTAN ANCORA DUE FERITI SARDI 
Due militari italiani in Afghanistan sono rimasti oggi lievemente feriti in seguito all'esplosione di un ordigno nei pressi di Herat, nell'ovest del Paese. Lo rende noto il comando del contingente italiano in Afghanistan.
DEL 151/O SASSARI I DUE FERITI
Sono entrambi appartenenti al 151/o reggimento fanteria Sassari i due militari italiani rimasti feriti oggi nei pressi di Herat, in seguito all'esplosione di un ordigno. Si tratta del caporal maggiore scelto Giuseppe Deias, di Oristano, e del caporal maggiore scelto Alessandro Murgia di Cagliari, che hanno riportato ''ferite leggere - sottolineano al comando del contingente - al collo e alla nuca''.
Hanno gia' tranquillizzato i parenti, con i quali hanno parlato per telefono subito dopo l'attentato, i due soldati del 151/o Reggimento della Brigata Sassari feriti ad Herat. Lo ha confermato il comandante del Distaccamento alla sede del 151/o, col. Gianfranco Scalas, il quale ha anche tranquillizzato personalmente i familiari dei militari. ''Hanno riportato ferite lievi - ha detto Scalas - provocate dai detriti e schegge provocati dall'esplosione di un ordigno al passaggio del loro Vm Torpedo''. Il caporal maggiore scelto Giuseppe Deias, e' originario di Ardauli (Oristano), mentre il caporal maggiore scelto Alessandro Murgia e' di Dolianova (Cagliari).
2007-05-14 11:59 Parisi domani in Parlamento su rinforzi a soldati ROMA - Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, riferirà domani in Parlamento sui rinforzi per i militari italiani in Afghanistan. Il ministro, davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, illustrerà come il Governo intende adeguare le dotazioni del contingente, anche dopo le richieste provenienti dagli stessi militari. Il 6 maggio scorso il generale Antonio Satta, comandante della regione ovest dell'Isaf - illustrando la situazione al ministro Parisi, in visita ad Herat - aveva sottolineato che "nell'ultimo periodo si è riscontrato un incremento della minaccia, con particolare riferimento all'impiego di ordigni esplosivi improvvisati e alla frequenza di attacchi, condotti da piccoli gruppi di ribelli nei confronti di Isaf e soprattutto delle forze di afgane". Da qui "l'opportunità - ha detto Satta - di incrementare le capacità di osservazione e controllo del territorio e di protezione e difesa del personale".
FONTE : ANSA ; www.ansa.it
Galante: Afghanistan. Cosa ci stanno a fare ancora le nostre truppe?
Ufficio Stampa
Roma 14 maggio 2007
L’odierno attentato contro un convoglio italiano ad Herat conferma che anche le nostre truppe stanno diventando bersaglio degli insorti afgani. La strata è stata aperta dagli sconsiderati attacchi portati dalle truppe statunitensi nei territori assegnati agli italiani, che così sono stati coinvolti direttamente nelle dinamiche belliche. E’ stata giusta la protesta del Governo italiano presso gli ‘alleati’. Ma essa si rivela insufficiente ad evitare che i nostri soldati vengano percepiti dagli insorti come complici da chi li aggredisce e vengano quindi trattati come nemici. Occorrono atti più coerenti, decisi ed impegnativi: sia verso gli ‘alleati’, sia verso il Governo afgano al quale, in particolare, va chiesto il rispetto delle proprietà degli italiani (a partire dagli ospedali di Emergency oltre che la liberazione di Hanefy). In un Paese il cui Governo non rispetta tutte le ONG italiane, e in cui gli ‘alleati’ agiscono da padroni sul piano militare cosa possono starci a fare, ancora, le nostre truppe? Da bersaglio?
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