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Allarme per la libertà di stampa
Marzia Bonacci
Intercettazioni : Montecitorio discute le nuove norme previste dal ddl Mastella. Per i giornalisti che le infrangono: una multa fino a 100mila euro e 30 giorni di carcere. Il sindacato dei cronisti insieme ad alcuni esponenti politici sollevano il rischio di una limitazione eccessiva dell'informazione Dopo gli innumerevoli scandali che hanno investito il mondo del pallone e della finanza fino a quello più recente di Vallettopoli, che vedeva coinvolti politici e vip in una intrigata maglia di relazioni, tutti per altro ricostruiti grazie all'ascolto delle conversazioni telefoniche dei rispettivi protagonisti, il tema delle intercettazioni è oggi tornato al centro dell'interesse istituzionale.
Alla presenza del ministro della Giustizia Clemente Mastella, infatti, l'aula di Montecitorio ha discusso e approvato (447 a favore e 7 astenuti) il disegno di legge promosso dal Guardasigilli contro la detenzione e la pubblicazione delle intercettazioni, che ora dovrà passare alla prova del Senato. Sono stati due gli emendamenti più importanti votati dai parlamentari a riguardo. Il primo inasprisce le pene per il giornalista che pubblicherà le conversazioni captate e coperte da segreto, arrivando ad una possibile multa di 100mila euro per chiunque renda pubblici, parzialmente o per intero, atti e documenti di un procedimento penale secretato, prevedendo addirittura l'arresto fino a 30 giorni. Nella versione precedente, invece, l'ammenda andava da 51 a 258 euro, per arrivare oggi dai 10mila fino a 100mila euro. Un giro di vite che ha consentito l'accordo fra maggioranza e opposizione, in verità raggiunto nel comitato dei nove; soddisfacendo le istanze di maggiore severità provenienti da Forza Italia e Alleanza Nazionale, che non hanno fatto mistero di invocare "più carcere" per quanti disattendano la norma. In secondo emendamento che ha incassato l'ok di Montecitorio, proposto da Fi, delega invece alla Corte dei Conti il controllo, dal punto di vista contabile, delle spese relative alle intercettazioni disposte dalle procure. Entro il 31 marzo così, la procura dovrà inviare al ministero di Giustizia, che procederà a spedirla alla Corte per la verifica amministrativa, la relazione sulle spese di gestione e amministrazione riguardanti le intercettazioni dell'anno precedente.
Se a parte del governo e dell'opposizione il ddl Mastella piace, non altrettanto soddisfatti appaiono i diretti interessati dalle sanzioni. La Giunta Esecutiva dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani ha infatti rivolto un invito al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esortandolo a contrastare "le norme liberticide in discussione in Parlamento" che rischiano di "far sprofondare l'Italia al fondo delle classifiche mondiali". Un grido di aiuto per tutelare la libertà dell'informazione e il diritto di cronaca, mettendo in discussione "quelle garanzie che uno Stato democratico ha il dovere di garantire agli operatori di un'informazione libera, autonoma e con la 'schiena dritta'". Per il sindacato dei cronisti, "il disegno di legge Mastella sulle intercettazioni all'esame della Camera...modifica infatti il Codice di procedura penale e stabilisce il divieto di pubblicare atti non coperti dal segreto istruttorio e già a conoscenza delle parti. Il dibattito nell'Aula di Montecitorio è tutto e solo dedicato a decidere a quanti mesi o anni di carcere condannare i cronisti che assolvono alla loro funzione di informare i cittadini di quanto avviene". Dello stesso avviso anche Paolo Serventi Longhi, segretario generale della Fnsi: "non condividiamo l'inasprimento delle sanzioni per i giornalisti introdotto con un emendamento del Governo al disegno di legge sulle intercettazioni. Un emendamento che sembra rappresentare una mediazione tra maggioranza ed opposizione e che si aggiunge a quanto già deciso: il prolungamento della fase di secretazione degli atti processuali", ha affermato il rappresentante della Federazione, il quale ha aggiunto come il provvedimento - definito per altro "repressivo" - proceda ad espropriare "l'organo di autogoverno deontologico della categoria, l'Ordine dei giornalisti, dei suoi poteri sanzionatori".
Insomma, una seria preoccupazione che non si è placata nemmeno di fronte alle dichiarazioni del Guardasigilli, il quale ha sostenuto la necessità di sanzionare in modo ferreo quanti disattendano la norma, ma senza arrivare alla misura della carcerazione. Mastella ha infatti specificato che quella delle sanzioni contro i giornalisti è "una delle questioni aperte. La mia posizione è di dare delle sanzioni, anche piuttosto nette, in campo amministrativo. Ora vediamo l'esito finale e se c'è una volontà dell'opposizione di addivenire a questa proposta di mediazione del governo". Sui tempi, il ministro si è detto ottimista: "mi auguro che in settimana si arrivi all'approvazione del dll- ha sostenuto - e mi auguro che ci sia un rapporto corretto tra maggioranza e opposizione. Comunque, entro domani dovremmo molto probabilmente finire e passare all'esame del Senato".
Vicini all'allarme sollevato dai media, anche Enzo Carra e Giuseppe Giulietti, parlamentari dell'Ulivo, che tra l'altro hanno votato contrariamente al primo articolo del provvedimento. "Il testo è stato migliorato rispetto alla formulazione originale, ma non basta annunciare nuove sanzioni quando c'è in ballo una questione importante e delicata come il diritto di cronaca -spiegano i due parlamentari-. C'è, invece, bisogno di un intervento organico, della convocazione di un tavolo di confronto tra tutti i soggetti in causa. E c'è bisogno di segnali di maggiore attenzione per una categoria che, tra l'altro, da due anni è priva di diritti perchè ancora senza contratto". Dello stesso avviso anche Daniele Farina del Prc: "sul disegno di legge per le intercettazioni si sta conducendo uno strano gioco, da parte della Casa delle Libertà, finalizzato all'inasprimento delle sanzioni penali per giornalisti, editori, direttori responsabili", ha dichiarato, sottolineando anche come il provvedimento abbia "avuto una gestazione lunghissima" e per tanto sia "inspiegabile che si voglia intervenire per l'ennesima volta su norme per le quali si era trovato un accordo molto ampio".
Fonte : www.aprileonline.info , 17 aprile 2007
vedi anche Al cittadino non fare sapere di Marco Travaglio |
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