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Riforma sistema raditelevisivo: un passo avanti di G. Montesano
di Gianni Montesano
Roma 13 ottobre 2006
Il governo ha varato la riforma del sistema radiotelevisivo. Occorre adesso leggere bene il testo per esprimere un giudizio definitivo, ma dalle prime notizie possiamo dire che è senz’altro un passo in avanti. Ci sono alcuni punti certamente da discutere e migliorare, come la questione dell’Auditel e il trasferimento di una rete Rai su digitale, ma l’impianto complessivo della legge è positivo.
Lo è innanzitutto perché si muove nella cornice delineata dal programma di governo. E’ questo è un fattore importante visto che in moti altri campi (come alcuni aspetti della finanziaria) non sempre l’azione del governo è rimasta sui binari programmatici concordati.
Il ddl reintroduce barriere antitrust nella raccolta pubblicitaria. Questo è il vero cuore del provvedimento ed è quello che maggiormente allarma Berlusconi e Confalonieri. Il cavaliere è preoccupato di perdere la sua posizione dominante nella raccolta pubblicitaria e per tale motivo farà le barricate in Parlamento. Altra cosa è lo spostamento su frequenze digitali di una rete Mediaset e di una Rai. La transizione al digitale va perseguita, occorrerà riflettere se sia proprio il caso che il servizio pubblico faccia da apripista trasferendo una sua rete prima dello switch off (transizione totale) del 2012. I programmi pagati con il soldi del canone non possono certo sparire dalla diffusione analogica che continuerà per un certo periodo di tempo ad essere quella più vista dalla maggioranza dei cittadini.
Anche la riforma dell’Auditel è benvenuta, sarà da vedere nel dettaglio come si articolerà il nuovo meccanismo delle rilevazioni. Il ddl ha molti altri elementi interessanti, a partire dalla revisione dei poteri sanzionatori dell’Autorità oggi troppo blandi, così come la definizione del quadro in cui dovrà avvenire la transizione alle nuove tecnologie che consentiranno l’apertura del sistema radiotelevisivo.
Noi Comunisti italiani faremo la nostra parte. Intendiamo contribuire affinché la nuove legge garantisca il massimo del pluralismo non solo dei soggetti operanti nel mondo delle telecomunicazioni e dell’informazione ma anche, come disse Ciampi nel suo messaggio alle Camere, per garantire il pluralismo “oggettivo”, il diritto per tutti i soggetti sociali, politici e culturali ad esser rappresentati nel mondo dei media. A questo si accompagna il diritto all’accesso alle nuove tecnologie e il diritto alla comunicazione affinché i nuovi scenari comunicativi non riproducano chiusure lobbistiche e informazione faziosa, subordinata a logiche di potere.
Il centrodestra sbraita, come tutte le volte che si colpiscono gli interessi concreti del cavaliere. Significa che è stato fatto un primo significativo passo in avanti
Questo articolo è stato inviato da Partito dei Comunisti Italiani
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