I razzi che Israele teme
di redazione
I Katiusha non sono una novità per Israele perché, da circa 30 anni, i centri abitati israeliani della fascia di territorio di circa dieci km dal confine con il Libano sono, ad ogni nuova crisi, soggetti al lancio di questi ordigni in mano non solo degli Hezbollah, ma anche organizzazioni armate palestinesi . Riscontriamo, in questo conflito, alcuni fatti nuovi. Sul territorio d’ Israele sono caduti missili che hanno raggiunto oltre alle città di Nahariya e Safed anche Haifa che si trova a circa 60 km dal confine libanese
In televisione sono stati visti i tubi di lancio dei missili di fabbricazione iraniana Raad 1, del diametro di 30 centimetri, che sono in grado di portare una testata di tipo convenzionale di 100 kg ad una distanza variabile: fre i 40 e i 70 km. Secondo i servizi israeliani gli Hezbollah sarebbero in possesso di un centinaio di questi ordigni. Gli analisti militari danno per certo che la resistenza sciita si in possesso anche di missili del tipo: Fajr 3 e 4, di fabbricazione iraniana, che per la loro carica esplosiva e lunga gittata rappresentano la minaccia militare reale alle porte di Israele.
I razzi Raad 1, Fajr 3 e 4 rappresentano quindi un pericolo strategico e sono un fattore di deterrenza in possesso dei combattenti sciiti e dei quali Israele deve necessariamente tenere conto. Tra gli esperti si ha l’opinione che, in caso di un attacco all'Iran (condotto dagli USA o da Israele o da entrambi), gli Hezbollah non esiteranno a prendere di mira -con i loro missili- tutto il nord di Israele, con risultati che sarebbero tremendi per la regione. Risulta –sotto questo punta di vista- credibile che la vera ragione della guerra condotta in territorio libanese sia solo una scusa e che l’obiettivo di Washinghton e Gerusalemme sia quello di fiaccare le truppe della guerriglia in caso di un eventuale attacco all’Iran.
Dati tecnici
Il Raad 1, che gli Hezbollah hanno annunciato di aver lanciato contro una base aerea israeliana, e' un razzo anticarro con una gittata minima di circa 40 km, sviluppato dall'Iran - che ha iniziato il suo programma missilistico durante la lunga guerra con l'Iraq di Saddam Hussein.
I missili iraniani piu' noti sono il Fajr-3 e le varie versioni dello Shahab, a medio e lungo raggio.
Il Raad ('tuono') e' la versione iraniana del sovietico guidato AT-3 Sagger, concepito appunto come missile anticarro. Il Sagger (il nome e' stato dato dalla Nato) e' stato il primo missile sovietico portatile anti-tank, la cui denominazione era 9M14 Malyutka ('bambinello', per le sue piccole dimensioni). Nella guerra del Kippur (1973) contro Israele i soldati egiziani erano muniti di un grosso numero di Sagger.
Sulla Karin-A vennero sequestrati dagli israeliani, nell'operazione marittima effettuata tra il 2 e il 4 gennaio 2002, 10 Raad-Malyutka e 6 lanciarazzi anticarro. La Karin-A aveva riempito la sua stiva di armi in Iran e il carico - secondo le indagini fatte, riferisce War online - era stato ordinato da uomini di Al-Fatah e pagato attraverso mediatori Hezbollah in Libano. Secondo una rivista americana specializzata il Raad e' stato ora potenziato, sullo schema del missile cinese Silkworm, e potrebbe raggiungere una gittata di 300 km.
Traiamo da Wikipedia:
Un missile da crociera (italianizzazione dell'inglese cruise missile) è un missile che percorre una traiettoria guidata. Diversamente dai missili balistici, che percorrono una traiettoria prefissata, il missile cruise possiede un motore che resta acceso per tutta la durata del volo e delle ali che gli permettono di volare come un aeroplano e di controllare continuamente la sua rotta. Le versioni più recenti possiedono un sistema di guida basato sul GPS che conferisce loro una grande accuratezza (possono colpire a meno di 1 metro di distanza dall'obiettivo).
Il nome di "missile Cruise" è entrato in auge a partire dal 1979, con il dispiegamento in Europa dei cosiddetti euromissili che erano i missili Pershing II, balistici, e i missili GLCM Tomahawk (missili da crociera) con un raggio d'azione di circa 900-1000 km.
Da allora il termine "missile da crociera" è diventato sinonimo di questa tipologia di missile: in realtà, essi possono variare ampiamente in grandezza e gittata, da pochi chilometri a 3000 chilometri. Esempio di piccoli missili da crociera sono (elenco incompleto):
• Exocet (Francia)
• Silkworm (Cina)
• Gabriel (Israele)
• Harpoon (USA)
Armamento
Il missile Cruise più conosciuto, l'americano Tomahawk, può portare una testata ad esplosivo convenzionale, a submunizioni o un ordigno nucleare. La testata nucleare è, nel modello americano, la W-80 da 200 chilotoni.
Versioni
Nella sua versione in dotazione agli USA, il missile da crociera può essere lanciato da una varietà di piattaforme: da terra, da aerei, da navi e da sottomarini. La sigla che lo distingue cambia di conseguenza:
• ALCM: Air-launched Cruise Missile;
• GLCM: Ground-launched Cruise Missile;
• SLCM: Sea-launched Cruise Missile.
Utilità tattica
Il missile cruise è stato creato per aggirare le difese dell'avversario volando a bassa quota e rasente al terreno. Questo comportamento gli permette di aggirare le difese basate sul radar e sugli infrarossi, e ciò rende molto difficile intercettarlo. Nel tempo i missili Cruise sono stati aggiornati costantemente, migliorandone soprattutto la precisione e la flessibilità di utilizzo.
Infine costano relativamente poco (un Tomahawk costa circa 1 milione di dollari) e non hanno bisogno di infrastrutture particolarmente complesse per essere messi in opera.
Ancora dei dati tecnici
Siccome i giornalisti televisivi non distinguono bene i razzi dai missili, è bene spiegar loro la differenza. Un razzo è un ordigno che - una volta lanciato - non può essere governato a distanza. Il missile invece ha un sistema di guida controllato via radio, che ne assicura la precisione, ma può essere anche disturbato da contromisure elettroniche. Questo indipendentemente dalla gittata. E' un missile aria-nave il C-802 Noor (Tondar) iraniano che ha colpito la nave da guerra israeliana INS Hanit, classe Eilat (Sa'ar 5) a 18 km dal porto di Beirut. Sono missili quelli che i cacciabombardieri israeliani fanno piovere sulle postazioni in Libano. Sono invece razzi i Kassam che i palestinesi fanno piovere ogni notte da Gaza. Sono anche razzi i Katyusha che ora colpiscono anche Haifa. Proprio perché imprecisi, i razzi si lanciano in grande quantità (una razziera montata su un normale autocarro può contenere anche 20 tubi di lancio e può essere ricaricata in 5 minuti), confidando nel fuoco di saturazione e nella rapida fuga(vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/Katyusha ). Si legga anche su Middle East Forum un ottimo articolo di Patrick Devenny, analista americano: http://www.meforum.org/article/806

Detto questo, analizziamo ora gli ordigni. Il Kassam è una costruzione artigianale, tant'è vero che viene fabbricato da Hamas in piccole officine. Ma ha pure una gittata corta, il che non significa che non sia pericoloso. Le foto che qui pubblichiamo sono tolte dal sito del giornale isrealiano Haaretz (www.haaretz.com) , ma sono reperibili anche in altri siti, come Janes's (www.janes.com)

Diverso è il discorso per quello arriva dal Libano. I razzi Katyusha risalgono concettualmente alla seconda G.M. ed erano noti anche come "Organo di Stalin". Ordinariamente sono trasportati e messi in batteria montando la razziera su comuni camion appositamente attrezzati e sono di fatto un sistema d'arma. La figura, riferita alla produzione sovietica originaria, è chiarissima. Gli Hezbollah montano il sistema d'arma su un lanciatore mobile simile, il 144-Haseb iraniano. Ma una settantina di rampe sono montate su lanciatori mobili più recenti, codificati come Noor, Hadid e Awash. Come si vede, si tratta comunque di un'arma rustica e affidabile. E molto mobile: una volta sparati 20 razzi, si sgombra immediatamente il campo.

Ma, come i missili Hawk, i Katyusha sono stati perfezionati tante di quelle volte da aver superato la prova del tempo. Gli Hezbollah hanno razzi di due calibri, 107 mm e 122 mm., la maggior parte (7-8.000) forniti direttamente dagli arsenali iraniani. Quello da 107 è spalleggiabile e a breve gittata (5 km.), quelli montati su camion sono i 122 e di questi parliamo. La testata porta quasi 50 kg. di esplosivo e finora la loro gittata massima era di 20 km circa e la cartina qui riprodotta (di fonte ufficiale israeliana) lo indica chiaramente:

Fonte della mappa: http://www.veteranen.info/~cedarsouthlebanon/kat/kateng.htm
Ora, Haifa sta a quasi 40 km dal confine libanese ed è stata pesantemente colpita: significa che gli ordigni hanno prestazioni superiori a quelli previsti. Parliamo dei Fajr-3 e dei Fajr-5, (ma trascritti talvolta anche Fahr) sviluppati rispettivamente nel 2000 e nel 2002 dagli iraniani con l'aiuto dei nordcoreani e forniti alla Siria coll'approvazione del presidente siriano Bashar al-Assad, il quale poi li ha smistati agli Hezbollah attraverso la valle della Bekaa. Ma può darsi che qualche cargo sia passato anche per l'aeroporto di Beirut. Sia il Fajr-3 che il Fajr-5 hanno una testata da 100 kg. di esplosivo e, mentre la gittata del primo non va oltre i 25 km, il secondo arriva a 45 km. Questo non dovrebbe stupire poi tanto gli israeliani, visto che proprio loro hanno da anni sviluppato a partire dai Katyusha catturati un nuovo tipo di razzo montato su lanciatore multiplo (il LAR, Light Artillery Rocket) capace di coprire quasi 45 km.!

E quando gli Hezbollah si vantano di avere ben altre armi a disposizione, è chiaro che si tratta di missili che possono colpire ancora più lontano. Gli israeliani sanno benissimo che il razzo Fajr-5, evoluzione iraniana del Katyusha, ha 45 km di gittata: loro stessi lo scrivono nel sito dei riservisti, quindi nessuno deve fare l'ingenuo:
http://www.veteranen.info/~cedarsouthlebanon/kat/kateng.htm
Haifa si è dimostrata quindi un obiettivo facile, vista la scarsa profondità del territorio di Israele, grosso più o meno quanto le Puglie. Cinquanta razzi Fajr-5 significano 5 tonnellate di alto esplosivo in zona urbanizzata. Da qui il disperato tentativo di distruggere postazioni, depositi e centri di comando nemici. A sentire le fonti ufficiali, gli Hezbollah avrebbero uno stock originario di 12.000 razzi (11.000 secondo gli israeliani) e in questi giorni sono stati colpiti in Libano un migliaio di obiettivi militari e circa 180 postazioni di razzi (mobili o fisse, più i mezzi che trasportano gli shelter) ma il problema resta quello di bloccare le vie di rifornimento. Da qui la distruzione dei ponti, la penetrazione in profondità e una serie di operazioni sul campo che non potranno durare meno di due settimane. E' chiaro che gli obiettivi erano stati designati da tempo e che l'attacco era stato preparato con cura. Anche a rischio di scatenare la Guerra Mondiale.
Parte estratta da http://www.rivistamilitare.it