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Una proposta svizzera
Giovanni Urracci (*)

Il “nostro” governo, in seguito alle vigorose proteste venute dall`Emigrazione, ha dovuto reintegrare parzialmente i fondi destinati all`assistenza scolastica riconfermando tuttavia la linea di risparmio sulla pelle degli emigrati.
La parola alle cifre: dal 1980 ad oggi è stata attuata una riduzione del 55/60% pari a 800 milioni di euro in meno, a cui vanno aggiunti gli effetti dovuti dalla svalutazione.
Non sorprende che la destra abbia, ancora una volta, come suo triste costume, pugnalato alle spalle, gli emigrati. Sorprende che una parte della sinistra abbia fatto da palo in questa brutta faccenda.
Invito i militanti di tutta la coalizione di sinistra a denunciare con forza, in nome degli ideali di sinistra, il cedimento dei contributi che spettano all`Emigrazione.
Al momento in cui i bisogni fra la collettività emigrata sono aumentati i rappresentanti diminuiscono i fondi e di conseguenza le attività diminuiscono.
Ciò dimostra che noi emigrati non possiamo aspettarci niente di buono, se non facciamo pressione con i 18 eletti, e che solo la lotta unitaria condotta da tutta l`emigrazione può impedire il peggio.
Dobbiamo, per prima cosa, ovunque noi siamo, nei circoli regionali, nelle ACLI, nelle Colonie Libere, nelle associazioni sportive, nelle sezioni di partito, promuovere grandi assemblee di lavoratori nelle quali denunciare, senza riguardi per nessuno, l`attentato ai diritti degli emigrati e alla cultura italiana compiuto dal precedente Governo.
Dobbiamo, uniti, opporre alla prepotenza e all`abuso il nostro diritto di essere trattati da italiani di primo rango, tanto più meritori quanto più il bilancio dello Stato si compiace delle nostre rimesse di emigrati.
Dobbiamo soprattutto chiedere ai nostri rappresentanti eletti con i nostri sforzi che ai Consolati vengano fatti dei controlli severi, troppe attese negli uffici, spesse volte mi son trovato al consolato generale di Basilea, dove ascolto la voce dei connazionali, il mormorio di insoddisfazione di tutti: donne con bambini, giovani e anziani, All`ingresso del Consolato un agente della Securitas suddivide i connazionali gruppi di 5, quindi il gruppo si avvia dall`usciere, illustrando, ognuno, i motivi della presenza. Appena riceve il tagliando dell`ufficio da raggiungere iniziano i problemi.
Primo fra tutti l’assenza del personale addetto a svolgere il regolare funzionamento dell’amministrazione consolare: dal rispondere alle sollecitazioni in merito al funzionamento del conta numeri fino allo svolgimento della pratica. Spesso, purtroppo, il connazionale alla fine della fila e dopo congrua attesa, non trova l’addetto perché assente. I nostri rappresentanti i Parlamento quando inizieranno ad utilizzare i loro mandato per aiutare i connazionali a vivere meglio ?
A qualche eletto che vuole far quadrare il bilancio dello Stato con la proposta di demolire il CGIE, diminuendo lo scarso pane dai pensionati e riducendo al di sotto del minimo vitale i finanziamenti per l`emigrazione, ricordo – in particolare al deputato eletto a Lucerna con un minimo di voti - che farebbe bene a convincersi che qui, in emigrazione, non siamo stupidi.
Ai lavoratori ultra settantenni dal Governo Berlusconi è stata liquidata la proposta di un milione di lire al mese dopo oltre quaranta anni di contributi (500 euro) mentre contemporaneamente il direttore generale dell`Inps é stato messo, sempre dal governo Berlusconi, in pensione con 360 milioni di lire e 2 milioni fissi al mese per essere subito dopo riassunto con 10 milioni al mese di stipendio.
Caro presidente Giacinti del Comites di San Gallo, hai ragione quando dici, che dobbiamo tornare alla politica; ma non tralasciare di elencare, anche altri che in emigrazione hanno dato il meglio di se  stessi e sono stati emarginati, fatti emigrare da circoli, regionali e da partiti che tu stesso ridimensioni e che io personalmente conosco molto bene.
Il PdCI che oggi é rappresentato in Svizzera da iscritti, collaboratori e attivisti che hanno dato come premio alla candidata Marisa Corazzol quasi settemila voti in Svizzera e 17.350 in Europa non vanno ignorati.
Sempre in riferimento ai Comites, va denunciato il mancato funzionamento del meccanismo di gestione e di partecipazione alle riunioni. Inutili e faragginose perdite di tempo all’inzio delle riunione in attesa de raggiungimento del numero legale; atteggiamenti arroganti del Presidente nei confronti di chi protesta per il ritardo e le pretestuose lungaggini. Per non parlare dell’annullamento della riunione in assenza del numero legale.
Chi non è più interessato al lavoro per i connazionali si dimetta ed il Presidente spinga in tal senso; altrimenti qual’è il suo ruolo nel Comites ?
Stesso discorso riguarda gli eletti in Parlamento: chi è stato eletto si dimetta dal Comites.
Dobbiamo lavorare per il bene dei nostri connazionali quale primo ed unico scopo del nostro fare politica. Per questo intervengo in maniera franca e sincera: tu sai quanto me che ( sos faeddos de cara no perden mistade ) Tradotto in Italiano, senza mancare mai di rispetto e di amicizia.
Propongo ai 18 eletti se vogliamo richiamare l`attenzione dei giovani bilingui, di non farsi impastoiare dalle beghe parlamentari ed avere sempre un contatto autentico con l’emigrazione andando in giro per l`Europa ed il mondo a portare la nostra voce, amica e piena di speranze.
Arrivo alla proposta.
Gli onorevoli eletti il 9 aprile devono, con urgenza, evidenziare i problemi vecchi e nuovi riferiti al fenomeno migratorio che hanno interessato ed interessano il nostro territorio italiano.
Ritengo politicamente importante il recupero, la divulgazione e la conversazione della cultura e della lingua italiana con la lingua locale tra le migliaia di famiglie emigrate e non, impegnare i consiglieri regionali di tutte le regioni e farsi promotori di una proposta di legge per conseguire i seguenti obiettivi:
1)       la promozione e diffusione, fra gli emigrati (figli e nipoti, pronipoti) di video cassette e filmati incentrati sulla realtà italiani di tutte le regioni – passato e presente – commentati dei principali stati di immigrazione ed in lingua italiana e di tutti i paesi ospitanti volti a documentare e adeguatamente illustrare gli apporti del popolo italiano alla formazione della cultura europea nei suoi aspetti istituzionali, giuridici, politici, letterari, artistici.

  1.      la diffusione, in Italia, fra le popolazioni e nelle scuole, del materiale audiovisivo in parola, commentato in lingua italiana e, laddove esista una lingua autonoma, nelle componenti fondamentali della lingua locale.
  2.      la ristampa e/o alla diffusione delle opere più significative attinenti alla cultura del posto, tradotta nelle lingue dei paesi di immigrazione, i centri di diffusione delle quali potrebbero essere agevolmente costituiti, non solo in Europa, dalle associazioni di massa, circoli, enti e patronati degli emigrati con la collaborazione e l`assistenza delle regioni e comuni e degli istituti  di cultura dipendenti dal ministero degli esteri.
  3.      le iniziative DOVRANNO essere realizzate come atto dovuto nei confronti degli italiani che con il loro lavoro all`estero e con le loro rimesse tanto hanno contribuito, in periodi più tristi, ad alleviare le misere condizioni di vita della nostra terra d`origine, ma anche perché esse permetterebbero di far entrare la nostra cultura in un circuito più ampio, e ciò è tanto più importante per l`unione europea, affinché le minoranze etniche e linguistiche inglobate negli stati plurinazionali possano finalmente avere voce, spazio e di diritto.

Constatato

  1.        che il libero passaggio e lo scambio dei comuni interessi fra elettori ed eletti è condizione indispensabile per rinsaldare i legami con la patria d`origine, per estendere a tutti gli eventi diritto la fruizione dell`informazione sul presente e per consentire a coloro che sono più lontani di potere esprimere le loro valutazioni sui problemi della popolazione e sulle possibilità di soluzione dei medesimi.
  2.     Che il libero dibattito possa consentire altresì il manifestarsi e il maturare di un rapporto nuovo fra culture diverse (quella di origine e quella dei paesi di emigrazione) ed il recupero, per la seconda e terza generazione, degli elementi essenziali sulla storia e della cultura nativa.

Gli eletti

* Devono impegnare gli amministratori a promuovere, nei rispettivi consigli comunali, le condizioni della partecipazione degli emigrati agli interessi politici, associativi, culturali, artistici della loro città, e dei paesi di immigrazione.
Per la realizzazione di tali iniziative gli eletti all’estero devono demandare agli organismi dirigenti DEI COMUNI il compito di convocare, nei tempi brevi, assemblee degli amministratori con i partiti presenti all’estero con l`obiettivo di approfondire le tematiche da affrontare, senza indugi sul piano operativo dando vita a commissioni confederali.
* Devono dare mandato agli organismi dirigenti DEI COMUNI di eleggere i componenti la commissione emigrazione NEI PAESI OSPITANTI valutandone la disponibilità al lavoro e la competenza specifica.
Compagni dei DS e Rifondazione presenti qui in Svizzera, il nostro comune bisavolo Karl Marx lasciò detto che l`emancipazione dei lavoratori sarà opera dei lavoratori stessi. Il mondo è cambiato, ma l`insegnamento di Marx è più che mai valido.
Tocca a noi lavoratori, non soltanto ai partiti, ma a tutti noi, socialisti e militanti Aclisti ed infine tutti i membri delle associazione regionali e nazionali affrontare uniti questa importante prova di forza contro un'ingiustizia che ci offende e ci danneggia tutti.
Propongo che gli eletti i membri delle associazioni considerino loro dovere lavorare apertamente e coraggiosamente per ottenere il massimo democratico consenso sugli obiettivi e sulle linee di sviluppo di questa battaglia. Il programma di governo deve essere rispettato, se vogliamo avere credibilità in futuro.

(*) Segretario della federazione del Pdci - Svizzera

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proposta_svizzera_urracci.html

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