Diliberto al Messaggero: Prodi fermi Padoa Schioppa

Roma 11 Maggio 2007  
   
«Io invito il ministro Padoa-Schioppa a leggere il programma di governo perchè sicuramente finora non l’ha fatto».
Cos’è, onorevole Diliberto, una provocazione? Certamente il ministro dell’Economia il programma dell’Unione l’ha letto...
«Se l’ha letto, allora vuol dire che parla a titolo personale. Perchè quello che il governo deve fare sulle pensioni c’è scritto nel programma, documento che coinvolge e vincola tutti. Ma il vero problema...».
Se permette glielo suggerisco io: la sinistra radicale è il signor no, pronta a bocciare ogni riforma...
«Per niente. Il vero problema è che Padoa-Schioppa non risponde a nessuno. Non è stato eletto: è stato nominato. Non ha vincolo con gli elettori. Mentre io ce l’ho. E anche Prodi ce l’ha».
Significa che Prodi dovrebbe sconfessare il suo ministro?
«Rispondo con un quesito: non avevamo nominato un portavoce unico del governo? E allora che c’entrano le esternazioni dei singoli ministri? Chi gliel’ha fatto fare a Padoa-Schioppa, alla vigilia delle elezioni amministrative, ad avanzare proposte opposte a quelle scritte nel programma?».
Magari è stato Prodi...
«No. Secondo me gliel’hanno fatto fare le forze che vogliono danneggiare il governo».
E precisamente?
«Gli ambienti confindustriali di cui Padoa-Schioppa è palesemente espressione. Poi ci sono anche ambienti internazionali potenti: penso a Bush...».
Alt. Sta dicendo che c’è un complotto internazionale di Bush e Padoa-Schioppa per fare le riforma delle pensioni in Italia? Ma per favore...
«Io faccio un ragionamento più generale. Comunque che Bush non ami questo governo è un fatto. Poi lo sanno tutti che pensioni e tesoretto interessano la Confindustria, che è voracissima».
Però con questo continuo gioco al rialzo non rischia di spaccarsi la maggioranza e il governo cadere?
«No, perché io chiedo che a questo punto - visto che il governo si fa male da solo e la colpa non è certo della sinistra radicale - sia Prodi a prendere in mano la situazione, facendosi garante dell’unità della coalizione».
Segretario, facciamo a capirci. Padoa-Schioppa dice che la riforma delle pensioni va fatta entro giugno.
«A me di quello che dice Padoa-Schioppa non me ne può importare di meno».
Sarà. Però sulle pensioni è obbligatorio intervenire: lo chiede anche il Fondo monetario internazionale.
«Allora bisognava dirlo agli elettori prima delle elezioni, non dopo. Ha idea cosa significa il fatto che in Piemonte, nelle fabbriche, stanno iniziando gli scioperi spontanei contro il governo? Prodi deve raddrizzare subito la situazione. Altrimenti succede il patatrac».
C.Fu. 




.

Questo articolo è stato inviato da Partito dei Comunisti Italiani
  http://www.comunisti-italiani.it/

La URL di questo articolo è:
  http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=3034

                                                                                                         


 
  - Stampa pagina - Scrivi un commento