|
Diliberto al Messaggero: "Pdci con Prodi"
di Claudia Terracina
Roma 23 febbraio 2007
I comunisti italiani vogliono «Prodi, fortissimamente Prodi». E anche «D’Alema confermato agli Esteri». Il Segretario, Oliviero Diliberto, annuncia che «si batterà come un leone per questo» e assicura «che sulla missione in Afghanistan c’è già un patto di ferro». E, a notte fonda, torna a sorridere e a sperare «di poter proseguire tutti insieme, senza strane alleanze», soddisfatto, in particolare, per l’impegno sulla scuola. Il dramma vissuto al Senato sembra, dunque, finalmente lontano, anche se «resta l’amarezza per il tradimento di Rossi».
Lo sa, segretario Diliberto, che Rossi è stato aggredito in treno?
«Ho saputo e depreco la violenza, ovviamente, anche se il comportamento di Rossi, che ha tradito il mandato dei nostri elettori, aiuta a comprendere l’esasperazione dei nostri compagni».
E’ ancora valida l’idea di una manifestazione dell’Unione per Prodi?
«Si, per riaffermare che solo questa maggioranza con questo premier è in grado di arginare i tentativi di sbattere la sinistra fuori dal governo per varare operazioni moderate e neocentriste».
Sente puzza di bruciato onorevole Diliberto? E cosa deve fare la sinistra per difendersi e difendere il governo?
«Deve dare un segnale di unità forte. Dobbiamo ristabilire un canale di dialogo continuo e cordiale tra Rifondazione e il PdCI. La speranza poi è una sinistra tutta unita. Del resto, ritengo che una delle cause di fibrillazione della maggioranza sia stata proprio la competizione a sinistra»
Secondo lei, tutta l’unione vuole che Prodi continui a guidare la maggioranza?
«Non escludo che qualcuno possa coltivare tentazioni diverse, ma ora sono più ottimista»
Si parla apertamente di nuovi apporti alla maggioranza, voi siete favorevoli?
«Ben vengano singole personalità, ma nell’ambito del programma dell’Unione. Saremo capaci di essere duttili, ma l’impianto del progetto di governo non deve cambiare. E’ il nostro popolo che ce lo chiede e non possiamo deluderlo. Non ha senso invece l’ingresso dell’Udc perché Casini sogna di scomporre questa maggioranza e di comporne una nuova con pezzi significativi del centrodestra. Comunque, anche lui esclude di poter governare con noi. Il che rende impossibile una collaborazione. Del resto, sono mesi che la Confindustria, l’amministrazione Bush e le gerarchie vaticane puntano a espellere la sinistra dal governo»
Un progetto che rischia di andare in porto, proprio grazie a due sentori dell’estrema sinistra…
«Per quanto ci riguarda, abbiamo espulso Rossi già a giugno 2006, tanto che ha fondato un nuovo partito, Officina comunista, di cui si sentiva proprio la mancanza… Spero abbia capito che se Berlusconi torna al governo la base di Vicenza sarà quadruplicata e i nostri militari resteranno in Afghanistan in eterno. Un bel risultato, davvero. Però il governo non è caduto per quei due scellerati, ma per il lucido disegno di quei poteri che, alla fine, hanno ottenuto la crisi»
Un disegno tratteggiato anche da Andreotti?
«La sua è stata una lucida e spietata operazione politica. Lo stesso ha fatto Cossiga, che però forse ha sofferto ad affossare D’Alema, mentre Andreotti certo no.»
Stampa pagina
La URL di questa pagina è:
http://www.pdcicagliari.altervista.org/POLITICA/
Scrivi un commento 
|