-La garanzia

  "sa leppa" *

Quando  venticinque secoli fa, Clistene ad Atene ed i reges (ma anche i consules) a Roma istituirono rispettivamente l’Aeropago ed i Patres (conscripti), avevano in mente la soluzione di un problema insito nella guida di una istituzione. Disporre di validi elementi di garanzia in modo che il governo della città, dello stato (e noi aggiungiamo di qualunque organizzazione di persone) non potesse cadere nelle mani di una cerchia oligarchica ed esclusiva.

A ben vedere  anche i tribuni della plebe, sempre a Roma, con la loro sacertas –che condannava alla pena capitale chiunque li avesse eliminati- e lo ius interdictionis, cioè la facoltà di bloccare lo strapotere dei magistrati  patrizi, erano e furono, salvo piccoli imbrogli che già si facevano sentire nell’Urbe,  degli organi di garanzia.

Che sia il popolo ad essere cinico e malfidato o che i potenti tentino davvero di far fuori il popolo, fatto sta che la questione delle garanzie ha sempre avuto una parte centrale nelle organizzazioni sino ad arrivare alle moderne Corti Costituzionali ed alle Corti Supreme  nate  per il controllo degli stessi organi legislativi delle Nazioni.

Organi di garanzia dovrebbero essere Bankitalia rispetto al mondo del credito, le Commisioni per le autorizzazioni a procedere nei confronti dei parlamentari, gli  ordini professionali rispetto agli iscritti e così via sino alle associazioni di persone anche se prive di personalità giuridica.

Accade però che il sistema s’inceppi ed in molti fingano di non accorgersene.

Gli organismi di garanzia, per essere tali, hanno una caratteristica precipua: la loro esistenza, vuoi che siano eletti vuoi che siano nominati da un’ organismo che voglia esercitare un controllo, è certificata ed essi  preesistono al momento stesso del controllo.

Un esempio è dato dal collegio  dei "sindaci revisori dei conti" di una società.

Esso viene scelto, in fase elettorale, fra persone che diano sicurezza di competenza ed onestà e dopo un anno solare fa' –o dovrebbe fare- le bucce ai bilanci di quell’associazione che lo aveva  eletto.

Non dissimile è il procedimento di un ministro di giustizia (o di sanità che tanto non cambia) che voglia controllare l’andamento amministrativo di una corte d’appello o di un ospedale. 

Attinge ad una riserva di Ispettori già precostituita e ne sceglie uno per la bisogna.

Abnorme è invece il caso in cui l’organo di garanzia venga nominato ex post.

Abnorme concettualmente perché diventerebbe organo di parte e non di garanzia: quale cane non lecca la mano che lo ha nutrito?

Abnorme fattualmente  ove potesse inooltre godere, in virtù dell’incarico, di privilegi inaccessibili agli altri.

Procediamo sempre per esempi.

Un caso di scuola sarebbero le ispezioni di un ministro che indagasse un pool di magistrati che a loro volta indagasse sugli amici del ministro.

In mancanza di un Ispettore precostituito il ministro potrebbe nominarne uno che fosse, per assurdo, un suo parente. Dove sarebbero le garanzie per quel pool ?

Entriamo nel caso societario ed ammettiamo che l’assemblea dei soci  non nomini, nel consiglio di amministrazione una certa persona che fosse invece cara all’ Amministratore delegato.

Ammettiamo, sempre per assurdo, che questo Amministratore delegato –per aggirare l’ostacolo- riesca a piazzare (cambiando le regole in corso di partita) il trombato nel  Consiglio di amministrazione  della holding di controllo.


Direste che le garanzie permangono?

Noi non ne saremmo sicuri, ma trattandosi, come già detto, di un caso di scuola, lo  studieremo a fondo e vi faremo conoscere opinioni e soluzioni.

 

* “sa leppa” è uno pseudo-intellettuale di sinistra che, di tanto in tanto, esprimerà opinioni  attorno ai  principi generalissimi degli eventi e fatti trattati dal Sito. Risponderà personalmente, secondo la policy del Sito, dei propri interventi.

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