La proposta dei Comunisti Italiani
di Vincenzo A. Romano
Cagliari 7 luglio 2006 - Questa mattina nella sezione del Comitato Regionale il Segretario Claudio Giorgi ha tenuto una conferenza stampa davanti ai rappresentanti dei maggiori quotidiani della Sardegna (La Nuova Sardegna e il Sardegna) ed i giornalisti di varie emittenti televisive per illustrare la proposta del PdCI per una nuova politica all’interno della Coalizione di centrosinistra e sardista, uscita battuta dalla tornata elettorale per il Sindaco di Cagliari (un calo attorno all’11%) ma che ha visto i Comunisti italiani raddoppiare i loro voti.
I punti principali della proposta che in fondo è quella che il Segretario Nazionale Oliviero Diliberto e tutto il partito va auspicando da anni è una sorta di “alleanza” politica fra i partiti “minori” per rinnovare –all’interno e non contro- la Coalizione in cui oggi prevalgono spunti egemonici dei tre partiti “maggiori” (futuro, futuribile –ma non troppo- partito democratico. Le incertezze derivano dalla opposizione delle basi dei partiti stessi). Il progetto dei Comunisti Italiani è aperto e vede in un momento successivo anche la presenza dei Movimenti sinora qui sfruttati solo a fini elettoralismi e poi lasciati da parte.
Di seguito il testo del Comunicato stampa e la lettera inviata ai partiti.

Comunicato stampa, 7 luglio 2oo6
Nell’ intento di promuovere un’aggregazione delle forze politiche che, pur nella maggioranza di centrosinistra e sardista, non riescono ad esprimere -all’interno della stessa- quella forza di impatto che la loro forza numerica complessiva sarebbe in grado di dare, il PdCI ha invitato, interpellando le segreterie di questi partiti, ad una azione più incisiva di tutte le componenti mediante una aggregazione, che però in alcun modo deve essere vista come tentativo di unificazione, per ristabilire gli equilibri che hanno portato alla nascita della Unione sia a livello nazionale che locale.
Qualora questo patto su temi comuni e condivisi quali: lavoro, sanità, salvaguardia ambientale, ricerca di moralizzazione e di nuove industrializzazioni venisse a conclusione, non si tratterà di creare un elemento antagonista o di rottura rispetto all’ Ulivastro (o Ulivo) quanto un elemento di stimolo per politiche più avanzate in tutti i campi citati per meglio contare nella coalizione e portarvi le istanze peculiari di ciascuna componente politica che ora, considerata l’esiguità di ogni partito preso come singolo, non sono in grado di rispondere compiutamente al mandato degli propri elettori.
Possono stare tranquilli i compagni ed amici della coalizione di centrosinistra e sardista sul fatto che noi non tenteremo, in alcun modo, di mettere in crisi il sistema degli equilibri creatosi che –stante la situazione- riteniamo il migliore possibile, ma contemporaneamente devono accettare il fatto che una fetta cospicua dell’ elettorato vede trascurate le proprie aspirazioni proprio perché si è instaurata una forte e non più tollerabile situazione di squilibrio fra le componenti dell’ Ulivo ed il resto della maggioranza. Redazionale segue lettera Segretario Claudio Giorgi.
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Ai segretari regionali
di
Partito della Rifondazione Comunista
Partito Sardo d’Azione
Segreteria Nazionale
Italia dei Valori
Piazza Repubblica
Verdi – Sole che ride
Segreteria Provinciale
Sdi – Socialisti Unificati – Rosa nel pugno
Segreteria Regionale
Cagliari
E, per conoscenza: Alle Segreterie di Federazione del P.d.C.I.
Loro sedi
Cari compagni e amici,
L’andamento delle ultime tornate elettorali è stato, in Sardegna, un’esperienza proficua perché ha visto un continuo avanzare della forze di centrosinistra e, ad esclusione delle Comunali di Cagliari – che meritano una valutazione a parte sia sul piano politico che metodologico – un’esplosione di consenso ai valori della Costituzione repubblicana ed antifascista che caratterizza tutti noi.
Dobbiamo partire da questo dato per esaminare la nostra posizione confrontandola con i partiti dell’Ulivo (o Ulivastro) che vanno assumendo una posizione egemone all’interno della coalizione di centrosinistra e sardista.
Queste forze “riformiste” – o piuttosto “moderate” – che poi tendono a convogliarsi nel cosiddetto futuro partito democratico hanno dato dimostrazione di non volere coinvolgere, nelle decisioni e nel dibattito politico-istituzionale, le altre “minori” forze dell’Unione riservando loro una posizione marginale ed instaurando con esse un rapporto alterno e utilitaristico in maniera meramente funzionale agli scopi che di volta in volta vogliono raggiungere.
E’ una situazione che non ci soddisfa e che dovremmo superare con un discorso unitario che ci veda insieme come elemento determinante per la politica, intendendo il termine “unitario” non come “unificazione o partito unico”, quanto piuttosto come originario di un progetto che parta da poche questioni come: pace, lavoro, ambiente, democrazia e processi di industrializzazione.
La precarietà del lavoro, una sanità di livello superiore, la moralizzazione di tutto il comparto pubblico e privato, la pace, il risanamento ecologico, sono elementi che ci accomunano, pur nelle specificità delle autonome posizioni, che possono farci portare avanti un progetto nuovo, alternativo e di grande impatto sociale e che ci hanno trovato d’accordo sia in varie esperienze elettorali, sia nell’impostazione generale del programma dell’Unione dove vorremmo portare avanti un discorso più incisivo e realmente vicino alle esigenze dei cittadini, discorso che viene bollato – con la complicità dei media – come estremista, meglio ancora: di sinistra radicale.
La nostra proposta è sconfiggere questa artificiosa inversione dei ruoli con un discorso unitario sui temi in questione, non in contrasto con gli alleati, ma al fine di ricostituire il rapporto originario fra tutte le forze politiche che è stato la ragione fondante dell’Unione tanto in campo nazionale che locale.
Si tratta quindi di confrontare al più presto questa impostazione politica con una metodologia pragmatica ed al di fuori di tavole e conferenze, che si esaurirebbero in discussioni di posizioni ideologiche, per giungere direttamente al nocciolo della questione: rappresentare una significativa forza coesa, progressista e di un certo peso numerico, oltre che politico, della quale non si potrebbe più, non solo fare a meno, ma trascurare le posizioni.
Noi pensiamo, e presumiamo che siate d’accordo, che siffatta forza sarebbe politicamente dirompente – rispetto allo stato degli attuali rapporti – e realisticamente incisiva sul piano dell’impatto sia reale sia “mediatico”; fatto questo che non guasta per l’assunzione di visibilità ed attenzione da parte dei cittadini.
In questo spirito vi invitiamo ad un incontro da tenersi al più presto possibile, per verificare la fattibilità della proposta.
Cordialmente,
Claudio Giorgi
Segretario Regionale
Cagliari, 05/07/2006
DA Il SARDEGNA (servizio)