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I comunisti Italiani e la finanziaria
di Francesco Puddu *

 

Si è svolta a Cagliari venerdì 20 ottobre, al T Hotel, un'assemblea organizzata dalla Federazione di Cagliari  per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori della legge finanziaria dello Stato per il 2007.
Allo sforzo organizzativo messo in campo dalle Sezioni cittadine, La "Togliatti "e la "Demurtas" e del territorio, coordinato dalla Segreteria Federale, i convenuti hanno risposto con ampia partecipazione, anche al dibattito che si è sviluppato sui punti caldi della legge più importante presentata dal Governo al Parlamento.  Con la relazione del deputato dei Comunisti Italiani Elias Vacca, gli interventi di alcuni sindacalisti della Confederazione Sindacale Sarda, CGIL e CISL e di altri cittadini e rappresentanti istituzionali, l'assessore Provinciale ed il Consigliere del PDCI  Carla Floris ed Efisio Sanna , sono emersi i punti qualificanti della manovra ma anche i dubbi e le perplessità del mondo del lavoro, dei disoccupati, dei pensionati degli amministratori degli enti locali.
Una manovra economica che segna, è questo è un punto forte che la caratterizza, un tentativo di svolta progressista e riformatrice, una sterzata rispetto alle manovre degli ultimi governi di centro destra che hanno portato, e questo è un giudizio tanto severo e condiviso quanto inopinabile, l'Italia più in basso, impoverendo chi già povero lo era e arricchendo chi non ne aveva proprio bisogno.
La prudenza e l'atteggiamento interlocutorio rispetto ai contenuti della Finanziaria ha, tuttavia, caratterizzato gli interventi degli oratori . A partire da quello di Maria Demurtas, medico, dirigente regionale del Partito, che auspica maggiori attenzioni e risorse per la sanità ( in Sardegna la Finanziaria nazionale determina autonomia anche rispetto al  reperimento /costituzione/trasferimento delle risorse finanziarie attraverso la riscrittura del relativo articolo dello Statuto Sardo).
 Attorno all'art. 102 della Finanziaria, appunto si è sviluppata una serie di argomentazioni sull'impatto dell'accordo firmato dal Governatore Soru e il Governo nazionale nell'ambito della questione entrate fiscali, sul pagamento del pregresso debito ingeneratosi e sul trasferimento a regime delle risorse per il funzionamento e lo sviluppo della regione.
Emerge il dubbio che Soru abbia forse chiuso al ribasso la vertenza da lui proposta con forza e determinazione nei confronti del governo precedente che ha fatto orecchie da mercante, accordandosi con Prodi sulla diluizione in troppi anni del debito accumulato dallo Stato  per IVA e IRPEF a fronte, però , di una sostanziale "convenienza" dovuta al trasferimento - a regime - di risorse che comunque determineranno un "utile" di esercizio rispetto alle spese per il servizio sanitario regionale  che però si  accollerebbe in toto ed in proprio. A garantire quanto in accordo, sarebbe una legge ordinaria dello Stato a prescindere dalla capacità di poter modificare una legge costituzionale che essa può avere. Cosa da giuristi e costituzionalisti. Una questione, quindi, strettamente legata alla Finanziaria che avrà ripercussioni sulla manovra economica della Regione Sardegna per i/l prossimo/i anno/i.  Dalla bontà e dai risultati dell'accordo dipenderà quindi, il Servizio sanitario regionale e, con gli utili previsti  a regime di qualche centinaia di milioni di euro, il rafforzamento dello stato sociale nella nostra isola. L'abolizione del Ticket al Pronto Soccorso sarebbe già un segnale, in considerazione che a quella struttura di emergenza , per prestazioni che non necessitano di ricovero, si rivolgono prevalentemente i meno abbienti.
A introdurre qualche  elemento di dubbio formale sull'accordo Stato-Regione, fermo restando il contenuto sostanziale del patto Prodi-Soru è stato proprio il consigliere regionale del Partito Tore Serra , membro anche della Commissione Sanità . Lo stesso  Elias Vacca  ha espresso  dal punto di vista giuridico, politico e tecnico, parere positivo. Il Partito si pronuncerà di più e meglio  approfondendo la discussione.
L'ottimo Ottavio Olita , moderatore dell'incontro,  ha posto l'accento sull'importanza della comunicazione lamentando, in questa fase delicata della vita politica della nazione, la sua carenza e la sua inadeguatezza. Inoltre l'informazione che passa è falsata da alcuni soggetti  che hanno l'interesse a creare opposizione  nel corpo sociale oltre quella fisiologica del "per partito preso", oppure quella dei ceti che da questa manovra risultano più "toccati".
Per i Comunisti Italiani, in Parlamento  e nel Paese reale è necessario continuare la discussione ed il dibattito, filtrando a dovere le istanze, perchè "non tutti i cross si materializzano in goal" ed i rapporti di  forza anche all’interno della  maggioranza sono quelli che sono. L'impegno dei nostri deputati è rivolto a migliorare la manovra con attenzione a quelle categorie e problematiche che, anche se non colpite da misure restrittive, non vedono apprezzabili  miglioramenti di condizione. Gli obiettivi dei comunisti  non possono essere che i seguenti:  razionalizzare la spesa pubblica senza dover passare per il taglio ai trasferimenti ai Comuni, alle Provincie (pensiamo alla gestione  della Sanità in alcune regioni italiane, ai suoi sprechi e alla criminalità organizzata che la pervade), scongiurare tagli alla istruzione pubblica;  arginare nell'immediato e superare gli effetti nefasti della precarietà e delle sue leggi che sono state arbitrariamente,  male intepretate e peggio applicate dai governi di Berlusconi &C ; spalmare sui ceti meno abbienti e sui lavoratori dipendenti e sui pensionati in modo più significativo e concreto le risorse recuperate da altre parti, lottare in modo coerente e conseguente ai proclami contro l'evasione fiscale.
A proposito di questo ultimo punto: quanti milioni di euro riuscirebbe a recuperare di redditi evasi  un ispettore INPS , della Agenzia delle Entrate,  della Guardia di Finanza in un anno di lavoro? Proviamo a moltiplicarlo per cento o per mille impiegati assunti e destinati a tale scopo. Se lo pagano o no il loro stipendio? Noi, pensiamo di proprio di sì). Affrontando con serietà e responsabilità questi temi da parte delle forze della maggioranza, si dimostrerebbe la svolta auspicata dalla metà degli elettori che hanno riposto fiducia nell'Unione e nei suoi Partiti e dalla stragrande maggioranza delle famiglie italiane.

* Segretario Sezione "Togliatti" - Cagliari

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