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Primo Congresso PdCI Svizzera: Giovanni Urracci nuovo segretario
postato da redazione su comunicazione dalla sede di Birr 4 aprile 2007
BIRR - Giovanni Urracci è il nuovo segretario della Federazione del Partito dei Comunisti Italiani “Enrico Berlinguer” della Svizzera, riunitasi in congresso per la prima volta il 30 marzo
Urracci è anche membro della segreteria del circolo sardo Amsicora dell’Argovia nella circoscrizione consolare di Wettingen/Basilea. Per acclamazione, su proposta del segretario, è stato eletto presidente Gennaro Viteritti, uno dei fondatori della federazione PdCI della Svizzera.
Al congresso hanno presenziato fra gli altri il segretario federale europeo e membro della direzione nazionale del partito a Roma Roberto Galtieri, Andrea Nardi,insegnante di lingua e cultura italiana all’estero, il presidente del Comites di Zurigo e membro della segreteria nazionale dei DS in Svizzera Paolo Da Costa, Antonietta d`Acunto, in rappresentanza di Radio L`oRa di Zurigo e rappresentante dell’Associazione Molisana di Zurigo, i giovani Daniela e Giuseppe in rappresentante della FGCI nascerà nelle prossime settimane, associazioni gruppo donne di Birr e bezirk di Brugg.
Di seguito i nomi del direttivo di federazione: Urracci Giovanni, Cois Mario, Achille Masala, Giovanni Guzzo,Flore Elisabetta, Giovanni Piredda, Massimiliano Ay, Maria Giampà, Elda Di Pane,Elda Spanevento, Saverio Spadafora e il responsabile dell’organizzazione Orlando Orazio
Il documento politico
Nel corso dei lavori è stato votato un documento politico. In esso si traccia un bilancio delle attività svolte dal partito all’estero e si delinea un quadro per il futuro. E si ricorda tra l’altro che “il desiderio che mosse tutti i compagni” era di “far nascere in Svizzera una idea nuova di fare politica, non più fossilizzata sul gioco delle poltrone, ma sulla volontà di dare delle risposte alla popolazione dopo anni di gestione prefettizia e di vuoto amministrativo”. Vengono ricordate tra le priorità del programma elettorale “l’approvazione della riforma consolare , lo sviluppo dei servizi agli uffici consolari per i cittadini italiani, il riordino della macchina per le prossime votazioni dei Comites per il 2009, l’obiettivo di dare delle risposte al mondo del lavoro, consapevoli del fatto che in Svizzera, su una popolazione di quasi, allora, 800 mila italiani”.
Nel documento si sottolinea anche che in questi anni (9 dalla nascita del PdCI), “i compagni che siedono in Giunta CIPRE,ente consolare che gestisce i corsi di lingua e cultura italiana all’estero a livello medio ed elementare hanno contribuito fattivamente al raggiungimento di gran parte di quegli obiettivi prefissati nel programma elettorale, pur tra molteplici difficoltà dovute alla grande mole di lavoro arretrata a causa di anni di inattività”. “Sono stati aperti corsi di lingua che, pur creando delle evidenti difficoltà agli italiani, erano necessari per modernizzare la rete consolare all’estero, e per la messa in sicurezza dei patronati ed enti di formazione professionale sul territorio elvetico, in Svizzera, hanno purtroppo determinato vittime e danni nei cantieri, nelle fabbriche dappertutto”. Il documento si ricorda anche: “dopo trent’anni è stato approvato il Piano per istituti di lingua che bisogna altresì dire che non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e, in particolare, non è mai partita la riforma della macchina amministrativa e non è stato sufficientemente affrontato il tema del lavoro”. “Queste –si sostiene - sono gravi mancanze che imputiamo all’amministrazione consolare al governo Berlusconi, quello del blocco dei contributi degli italiani verso l’Italia, di cui noi facciamo parte e di cui dividiamo vittorie e sconfitte, risultati e fallimenti”.
Si rivendica che il ruolo dei Comunisti Italiani è stato “di sensibilizzare il resto della coalizione su questi due temi caldi, proponendo più volte di affrontare il tema del lavoro partendo dalla radice, cioè cercando di capire da dove nasca il problema della disoccupazione, che secondo noi trova la sua origine drammatica nel disastroso fenomeno della dispersione scolastica”. La Svizzera, ha uno dei tassi più alti di italiani e chi “non raggiunge dei risultati scolastici apprezzabili inevitabilmente avrà problemi a inserirsi nel mondo del lavoro, tanto più che a ciò si deve aggiungere la crisi dell’industria nei cantoni tedeschi, che ormai non ha più la capacità di assorbire, come faceva fino ad alcuni anni fa, le richieste di lavoro senza specializzazione, rivolgendosi ormai alle sole professionalità qualificate”. Pertanto “solo agendo sulla dispersione scolastica tramite i servizi sociali si possono salvare due generazioni di italiani che, diversamente,non avranno un futuro lavorativo”. Per coloro che invece vivono il dramma della disoccupazione, la proposta è di “agire di concerto” con Comites e CGIE, “consapevoli del fatto che da soli gli italiani senza un appoggio dai governanti Svizzeri nei Comuni ben poco possono fare dal punto di vista delle politiche del lavoro”. “Solo così si può avere una speranza, come è stato dimostrato nel caso della annosa vertenza Brown Boveri, Sulzer e G + F” per la quale 11 marzo “il popolo svizzero respingendo a larga maggioranza l’unificazione delle casse malati unica, proposta dai sindacati e della sinistra moderata e la Provincia di Aargau la più colpita, approvando di concerto un documento politico finalizzato al mantenimento in vita dello stabilimento Brown Boveri di Baden, hanno catturato l’attenzione del Governo nazionale nella persona del vice Ministro Danieli, che si è detto molto colpito dal problema dell’oscuramento dei canali televisivi bloccati dalla ditta privata cablecom e si è impegnato tutto il sindacato, tutte le forze politiche per poter rivendicare questo discriminatorio problema, contestualmente, a investire tutte le sue energie per una sua pronta risoluzione, tenendo ben presento le proposte dei due enti locali consolari dell`Argovia - CIPRE E COMITES, soprattutto dal punto di vista del mantenimento dei posti di lavoro dei nostri connazionali, con le assistenze alle cliniche psichiatriche, case di cura , e carceri con cliniche private e pubbliche per gli infortuni sul lavoro”.
Quanto al problema della riforma consolare e scolastica, esso ha assunto “dimensioni gravissime e preoccupanti”. La proposta dei Comunisti Italiani è “azzerare le responsabilità di tutte le posizioni apicali e di procedere alla nomina dei dirigenti, in modo tale da dare un segnale di discontinuità rispetto ai vecchi metodi”. “Da troppo tempo – prosegue il documento - tale sistema amministrativo è piegato su se stesso e deresponsabilizzato, con inevitabili e gravi deficienze che si ripercuotono negativamente sul cittadino italiano e tutti gli emigrati”. “Siamo consapevoli delle difficoltà di una simile riforma” ma il nostro scopo è gettare le basi per una amministrazione consolare alla luce di tutti più efficiente ed efficace”.
“I risultati elettorali sono andati sempre in crescendo” e “ora possiamo dire di essere una realtà importante nel panorama politico italiano all’estero” si sottolinea poi nel documento. Che rileva che “si sta facendo largo” un nucleo di giovani che “garantirà la durata nel tempo della nostra attività politica”. E’“in atto un rinnovamento, fatto più unico che raro in Svizzera, dove da sempre la politica è appannaggio degli stessi uomini e delle stesse famiglie”.
Occorre poi “rafforzare i buoni rapporti con le formazioni politiche del centro sinistra che compongono il quadro dell’attuale forza di governo in Italia”. Occorre attivarsi “per ricucire lo strappo con Rifondazione Comunista” e ciò “deve avvenire in vista della costituzione del Partito Democratico. che, ove si verificasse anche a livello locale, muterebbe il quadro delle alleanze, ponendo in grave pericolo l’esistenza stessa della sinistra in Svizzera”. “Anche a livello migratorio occorre muoversi con cautela e sondare le disponibilità di chi non vuole che la sinistra scompaia, sempre nell’ottica dell’unità con le forze del centro sinistra, ma distinguendoci da esse per la qualità dell’azione politica”. “Il nostro compito per il futuro – conclude il documento - deve essere quello di continuare a lavorare sulla falsariga intrapresa, ovvero dando spazio ai giovani in funzione del rinnovamento della classe politica, verso il quale occorre spingere anche nella fase della formazione della nuova coalizione in vista della prossima tornata elettorale”. (Inform)
Il documento della federazione sul sito europeo
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